Old:UMTS/GPRS: Internet col cellulare: differenze tra le versioni

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{| width=55% bgcolor=white align=center style=border-style:dotted;border-width:1mm;border-color:lightblue
{{Old}}
|<center>''Attenzione questo articolo � ancora incompleto o richiede delle verifiche. ''</center>
==Prefazione==
|}


<includeonly>[[Categoria:Stub]]</includeonly>
Questa è una guida introduttiva all'uso del cellulare come modem bluetooth.


In questa guida tratteremo come configurare la scheda PCMCIA '''''U2Speed''''' su ''Debian '''Sarge''''' installata sul mitico Thinkpad T20.
Tale guida è utilizzabile anche per altri sistemi operativi (oltre Debian) dotati di kernel Linux.


I file che per essere editati necessitino dei privilegi di root, possono essere aperti (conoscendo la password) con il seguente comando:


<pre>su -c "gedit nome_del_file_da_editare"</pre> su GNOME, e
<pre>su -c "kwrite nome_del_file_da_editare"</pre> su KDE.


== OS ==
<div align="left" style="width:100%;  border: none; padding: 0.4em;">
{| cellpadding=5 cellspacing=1 border=0
|-
|align=left width=100% style="background-color:#f3f3ff; border:1px solid"|
Il sistema operativo Debian Sarge si basa sul '''kernel 2.6.8'''. L'installazione stata eseguita senza  particolari rilevanti quindi viene utilizzato il sistema di default linux26.
|}
</div>


== La rete ==
In alternativa al comando su, è possibile usare sudo (appositamente configurato).
<div align="left" style="width:100%;  border: none; padding: 0.4em;">
{| cellpadding=5 cellspacing=1 border=0
|-
|align=left width=100% style="background-color:#f3f3ff; border:1px solid"|
AccessPoint Router USRobotics USR9110 rende possibile la navigazione WiFi ai terminali circostanti.
''Nota'': si consiglia l'aggiornamento al firmware v5.0 del sopracitato Access Point [http://www.usr-emea.com/support/s-prod-template.asp?loc=itly&prod=9110 download].
Il terminale di nostro interesse � il Thinkpad T20, (os Debian Sarge) con in dotatazione la '''PCMCIA'''
'''Wireless Adapter [http://www.upspeed.net UPspeed]''' sulla quale � installato il chipset  [http://www.marvell.com/ '''Marvell Tecnology'''].
|}
</div>


== Pacchetti specifici necessari ==
==Software necessario==
''ndiswrapper-utils''
''ndiswrapper-module-2.6.8-x''
''wireless-tools''
''pcmcia-cs''
''apmd


== SetUp ==
Per l'utilizzo di un dispositivo bluetooth è necessario installare "The official Linux Bluetooth protocol stack", cioè BlueZ.
Eseguire
Successivamente bisognerebbe abilitare, anche, il supporto al Point-to-Point Protocol, più genericamente conosciuto come PPP, nel kernel. Ma di solito lo è già di default.
<pre>
# su -
</pre>
per portarci in modalit� root.
Per prima cosa aggiorniamo Apt: osserviamo il file ''/etc/apt/source.list'' e digitiamo ''apt-get update''.
Attraverso l'uso di una Gui come Synaptic (oppure se preferibile attraverso la shell) scarichiamo i pacchetti:<br>
<ul><li>'''ndiswrapper-utils'''</li>
<li>'''ndiswrapper-modules-2.6.8-x''' (se necessario anche ndiswrapper-common)</li>
''N.B.'' Potrebbe essere necessario ricompilare ndiswrapper dai [http://ndiswrapper.sourceforge.net/ sorgenti]
<li>'''wireless-tools'''</li></ul>


A questo punto dopo aver installato il pacchetto '''apmd''':<br>
===Sorgenti===
<ul><li>Aggiungere al file ''/etc/modules'' la riga ''apm''</li>
:I sorgenti sono scaricabili come tarball sul sito http://www.bluez.org/download.html.
<li>Aggiungere nel file ''/boot/grub/menu.lst'' il parametro del kernel ''apm=on''</li></ul><br>
===Pacchetti===
:I pacchetti delle blueZ dovrebbero essere contenuti nei cd/dvd della distribuzione, tuttavia - se così non fosse - sono scaricabili (per Debian GNU/Linux) all'indirizzo http://packages.debian.org/stable/admin/bluez-utils.


Assicuriamoci che anche il modulo '''pcmcia-cs''' sia installato.<br><br>
:Installare anche il pacchetto ppp, che contiene gli script "pon" e "poff".


Adesso � necessario procurarsi il driver in esame della Marvell Tecnology.<br>
==Configurare il bluetooth==
Quindi possiamo utilizzare due strade:<br>
Per permettere la comunicazione tra il PC e il cellulare è necessario accoppiare i due dispositivi. Durante questa fase è richiesto:
1) Utilizzare il driver del cd in dotazione (consiglio i driver per windows98)<br>
*Un pin;
2) Scaricare il driver da [http://downloads.trendnet.com/TEW-421PC_B1/Driver/Utility_Driver_TEW-421PC_423PI_b1_2.00.zip questo link]<br>
*Il MAC Address del dispositivo bluetooth;
*I parametri forniti dal provider;


'''N.B.''' Per questa fase rimando alla dettagliata guida che troviamo [http://guide.debianizzati.org/index.php/NdisWrapper qui]<br>


{{Box|Nota bene:|per utilizzare il bluetooth può essere necessario avviare il demone hcid; è possibile farlo col comando:
<pre># /usr/sbin/hcid</pre>
ed è buona norma farlo fare in automatico al boot.
La maggior parte delle distribuzioni, comunque, lo lancia automaticamente una volta installati i pacchetti inerenti il bluetooth.}}


A questo punto avviamo ndiswrapper
===Il file <code>etc/bluetooth/pin</code>===
Le BlueZ-utils permettono di impostare il pin attrverso il file di configurazione <code>/etc/bluetooth/pin</code>


<pre>
Credo che il file pin nelle ultime versioni sia stato eliminato, giacché il pin è configurabile anche nel file <code>/etc/bluetooth/hcid.conf</code> sotto la voce di <code>passkey</code>; come mostrato nell'esempio sottostante.
# ndiswrapper
<pre>options {
Usage: ndiswrapper OPTION
  # ...
Manage ndis drivers for ndiswrapper.
  # tutte le opzioni...
-i inffile        Install driver described by 'inffile'
  # ...
-d devid driver   Use installed 'driver' for 'devid'
   passkey "1234";
-e driver        Remove 'driver'
}</pre>
-l                List installed drivers
-m                Write configuration for modprobe
-hotplug          (Re)Generate hotplug information
</pre>


<pre>
In alternativa, al file <code>pin</code> o <code>hcid.conf</code>, si può gestire il pin con delle utility grafiche. Da segnalare è bluez-gnome (per chi usa GNOME) o kdebluetooth (per chi utilizza KDE).
# ndiswrapper -i /media/cdrom/drivers/nomedriver.inf
</pre>


il driver Ndis � stato installato, per verificare l'insieme dei drivers installati utilizziamo il comando ndiswrapper
{{Box |Come scelgo il pin? |Il pin può essere scelto a piacere, purché durante l'accoppiamento col PC - sul cellulare - si inserisca il pin specificato all'interno del file <code>/etc/bluetooth/pin</code> o nella maschera grafica di bluez-gnome (o kdebluetooth)}}


<pre>
===Il MAC Address===
# ndiswrapper -l
Per accoppiare il cellulare bisogna essere a conoscenza del MAC Address. Per fare ciò si può usare il comando '''hcitool''' con il parametro <code>'''scan'''</code>
Installed ndis drivers:
nomedriver driver present
</pre>


Adesso inseriamo la scheda PCMCIA UPspeed nella porta e osserviamo come reagisce il sistema.<br>
<pre># hcitool scan</pre>
Digitiamo:
L'output del comando dovrebbe risultare simile a questo riportato di seguito
<pre>
<pre>04:F0:65:92:A5:BE    NomeCellulare</pre>
# ndiswrapper -l
Installed ndis drivers:
nomedriver driver present, '''hardware present'''
</pre>
<pre>
# dmesg
</pre>
Poi
<pre>
# lspci da inserire l'output<br>
</pre>
A questo punto dobbiamo fare in modo di caricare in memoria il modulo ndiswrapper in modo che lo stesso possa finalmente gestire la nostra scheda Wireless:


<pre>
===Accoppiare il dispositivo===
# modprobe ndiswrapper
</pre>
Se la scheda Wireless viene finalmente inizializzata allora � pronta per lavorare, per verificare lo stato dell'interfaccia Wireless utilizziamo l'utility iwconfig (Wireless Tools for Linux - [http://www.hpl.hp.com/personal/Jean_Tourrilhes/Linux/Tools.html])


<pre>
Editare il file <code>/etc/bluetooth/rfcomm.conf</code> come segue:
# iwconfig
lo        no wireless extensions.
eth0      no wireless extensions.
sit0      no wireless extensions.
wlan0    IEEE 802.11g  ESSID:off/any
          Mode:Managed  Frequency:2.462 GHz  Access Point: 00:00:00:00:00:00
          Bit Rate:54 Mb/s  Tx-Power:16 dBm
          RTS thr:2347 B  Fragment thr:2346 B
          Encryption key:off
          Power Management:off
          Link Quality:100/100  Signal level:-10 dBm  Noise level:-256 dBm
          Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
          Tx excessive retries:0  Invalid misc:0  Missed beacon:0
</pre>


'''N.B.''' Se i nostri output dei comandi ''iwconfig'' e ''dmesg'' non sono regolari ma differenti da quelli sopra allora forse abbiamo incontrato il problema che mi ha spinto a scrivere questa guida. Saltiamo quindi a questo punto[http://www.example.com link title]
<pre>rfcomm0 {
per consentire alla nostra macchina di caricare il modulo ndiswrapper con il boot del sistema operativo dobbiamo modificare il file /etc/modules utilizzando sempre l'utility ndiswrapper
  bind yes;
  device 04:F0:65:92:A5:BE;
  channel 1;
}</pre>
dove l'indirizzo che succede alla voce device è l'indirizzo MAC, precedentemente ricavato grazie a hctool.


<pre>
È ora di procedere alla creazione del device <code>/dev/rfcomm0</code> e alla procedura di accoppiamento.
# ndiswrapper -m
Per fare ciò basterà eseguire il comando:
Adding "alias wlan0 ndiswrapper" to /etc/modules
<pre># rfcomm bind 0 04:F0:65:92:A5:BE 1</pre> che creerà <code>/dev/rfcomm0</code> e successivamente si potrà procedere all'associazione dei dispositivi dal cellulare, oppure dal pc col comando:
</pre>
<pre>rfcomm connect 0 04:F0:65:92:A5:BE 1</pre>


'''N.B.''' E' necessario editare manualmente il file /etc/modules aggiungendo la riga ''ndiswrapper''.<br>
==Gli script per la connessione==


Per utilizzare una connessione di rete Wireless che dobbiamo procedere con la configurazione della scheda di rete Wireless affinch� la stessa sia in grado di colloquiare con l'access point (AP).
Gli script di connessione sono rilasciati assieme a i parametri relativi ai maggiori gestori di telefonia mobile.
Ora ricorriamo nuovamente all'utilizzo dell'utility iwconfig


<pre>
===Il file <code>/etc/chatscripts/provider</code>===
# iwconfig -h
Usage: iwconfig interface [essid {NN|on|off}]
                          [nwid {NN|on|off}]
                          [mode {managed|ad-hoc|...}
                          [freq N.NNNN[k|M|G]]
                          [channel N]
                          [ap {N|off|auto}]
                          [sens N]
                          [nick N]
                          [rate {N|auto|fixed}]
                          [rts {N|auto|fixed|off}]
                          [frag {N|auto|fixed|off}]
                          [enc {NNNN-NNNN|off}]
                          [power {period N|timeout N}]
                          [txpower N {mW|dBm}]
                          [commit]
</pre>


in alto possiamo visualizzare alcune delle opzioni che utilizzeremo per configurare al meglio la nostra scheda di rete Wireless, in particolare utilizzeremo le seguenti impostazioni
Bisogna editare il file <code>/etc/chatscripts/provider</code> come segue:


<pre>
<pre>ABORT BUSY
# iwconfig wlan0 rate auto
ABORT 'NO CARRIER'
# iwconfig wlan0 mode managed
ABORT VOICE
# iwconfig wlan0 channel 11
ABORT 'NO DIALTONE'
# iwconfig wlan0 key s:WEP_KEY enc open
ABORT 'NO DIAL TONE'
# iwconfig wlan0 essid nome_nodo
ABORT 'NO ANSWER'
</pre>
ABORT DELAYED


a questo punto dovremmo attivare l'interfaccia di rete wlan0 per collegarci con l'AP (access point)
'' ATZ


<pre>
#Scegliere la riga corrispondente il proprio provider
# ifconfig wlan0 up
#Per vodafone
</pre>
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","web.omnitel.it"
#Per wind
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","internet.wind"
#Per tim
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","ibox.tim.it"
#Per 3HG
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","tre.it"
#Per 3HG con promozione NAVIGA3
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","naviga.tre.it"


ora non ci resta che farci assegnare un indirizzo IP dall'AP utilizzando il nostro client dhcp
OK-AT-OK ATDT_numero_


<pre>
CONNECT ''</pre> e al posto di _numero_ va inserito il numero di telefono corrispondente alla marca del proprio cellulare:
# dhclient wlan0
</pre>


lspci -n da inserire l'output<br>
<pre>Numeri: Nokia e Motorola: *99#
Siemens, Sharp e Panasonic: *99***1#
Samsung: *99***1*#
Ericsson e SonyEricsson *99***CID# (CID = N° profilo GPRS)
Altri: *99#</pre>


lspci -vv da inserire l'output<br>
{{Box | ESEMPIO:|Con un Nokia la stringa col numero sarà: <code>'''OK-AT-OK ATDT*99#'''</code>}}
A questo punto � necessario osservare


== Solution ==
===Il file <code>/etc/ppp/peers/provider</code>===
 
Bisogna editare il file <code>/etc/ppp/peers/provider</code> come segue:
 
<pre>noauth
connect "/usr/sbin/chat -v -f /etc/chatscripts/provider"
/dev/rfcomm0
921600
defaultroute
noipdefault
usepeerdns
persist
ipcp-accept-remote
ipcp-accept-local
lcp-echo-interval 0
lcp-echo-failure 0</pre>
 
==Connettersi e Disconnettersi==
 
Per connettersi basta usare
<pre>$ pon</pre> e per disconnettersi <pre>$ poff</pre>
 
Per avere un output, sull'esito dell'operazione, si può usare (da root) il comando:
<pre># pon;plog</pre>
in modo da avere informazioni per risolvere eventuali problemi.
 
''Per qualsiasi cosa, non esitate a contattarmi.''

Versione attuale delle 15:28, 7 dic 2019

Emblem-important.png Attenzione. Questa guida è obsoleta. Viene mantenuta sul Wiki solo per motivi di natura storica e didattica.


Prefazione

Questa è una guida introduttiva all'uso del cellulare come modem bluetooth.

Tale guida è utilizzabile anche per altri sistemi operativi (oltre Debian) dotati di kernel Linux.

I file che per essere editati necessitino dei privilegi di root, possono essere aperti (conoscendo la password) con il seguente comando:

su -c "gedit nome_del_file_da_editare"

su GNOME, e

su -c "kwrite nome_del_file_da_editare"

su KDE.


In alternativa al comando su, è possibile usare sudo (appositamente configurato).

Software necessario

Per l'utilizzo di un dispositivo bluetooth è necessario installare "The official Linux Bluetooth protocol stack", cioè BlueZ. Successivamente bisognerebbe abilitare, anche, il supporto al Point-to-Point Protocol, più genericamente conosciuto come PPP, nel kernel. Ma di solito lo è già di default.

Sorgenti

I sorgenti sono scaricabili come tarball sul sito http://www.bluez.org/download.html.

Pacchetti

I pacchetti delle blueZ dovrebbero essere contenuti nei cd/dvd della distribuzione, tuttavia - se così non fosse - sono scaricabili (per Debian GNU/Linux) all'indirizzo http://packages.debian.org/stable/admin/bluez-utils.
Installare anche il pacchetto ppp, che contiene gli script "pon" e "poff".

Configurare il bluetooth

Per permettere la comunicazione tra il PC e il cellulare è necessario accoppiare i due dispositivi. Durante questa fase è richiesto:

  • Un pin;
  • Il MAC Address del dispositivo bluetooth;
  • I parametri forniti dal provider;


Info.png Nota bene:
per utilizzare il bluetooth può essere necessario avviare il demone hcid; è possibile farlo col comando:
# /usr/sbin/hcid

ed è buona norma farlo fare in automatico al boot. La maggior parte delle distribuzioni, comunque, lo lancia automaticamente una volta installati i pacchetti inerenti il bluetooth.


Il file etc/bluetooth/pin

Le BlueZ-utils permettono di impostare il pin attrverso il file di configurazione /etc/bluetooth/pin

Credo che il file pin nelle ultime versioni sia stato eliminato, giacché il pin è configurabile anche nel file /etc/bluetooth/hcid.conf sotto la voce di passkey; come mostrato nell'esempio sottostante.

options {
  # ...
  # tutte le opzioni...
  # ...
  passkey "1234";
}

In alternativa, al file pin o hcid.conf, si può gestire il pin con delle utility grafiche. Da segnalare è bluez-gnome (per chi usa GNOME) o kdebluetooth (per chi utilizza KDE).

Info.png Come scelgo il pin?
Il pin può essere scelto a piacere, purché durante l'accoppiamento col PC - sul cellulare - si inserisca il pin specificato all'interno del file /etc/bluetooth/pin o nella maschera grafica di bluez-gnome (o kdebluetooth)


Il MAC Address

Per accoppiare il cellulare bisogna essere a conoscenza del MAC Address. Per fare ciò si può usare il comando hcitool con il parametro scan

# hcitool scan

L'output del comando dovrebbe risultare simile a questo riportato di seguito

04:F0:65:92:A5:BE     NomeCellulare

Accoppiare il dispositivo

Editare il file /etc/bluetooth/rfcomm.conf come segue:

rfcomm0 {
  bind yes;
  device 04:F0:65:92:A5:BE;
  channel 1;
}

dove l'indirizzo che succede alla voce device è l'indirizzo MAC, precedentemente ricavato grazie a hctool.

È ora di procedere alla creazione del device /dev/rfcomm0 e alla procedura di accoppiamento. Per fare ciò basterà eseguire il comando:

# rfcomm bind 0 04:F0:65:92:A5:BE 1

che creerà /dev/rfcomm0 e successivamente si potrà procedere all'associazione dei dispositivi dal cellulare, oppure dal pc col comando:

rfcomm connect 0 04:F0:65:92:A5:BE 1

Gli script per la connessione

Gli script di connessione sono rilasciati assieme a i parametri relativi ai maggiori gestori di telefonia mobile.

Il file /etc/chatscripts/provider

Bisogna editare il file /etc/chatscripts/provider come segue:

ABORT BUSY
ABORT 'NO CARRIER'
ABORT VOICE
ABORT 'NO DIALTONE'
ABORT 'NO DIAL TONE'
ABORT 'NO ANSWER'
ABORT DELAYED

'' ATZ

#Scegliere la riga corrispondente il proprio provider
#Per vodafone
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","web.omnitel.it"
#Per wind
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","internet.wind"
#Per tim
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","ibox.tim.it"
#Per 3HG
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","tre.it"
#Per 3HG con promozione NAVIGA3
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,"IP","naviga.tre.it"

OK-AT-OK ATDT_numero_

CONNECT ''

e al posto di _numero_ va inserito il numero di telefono corrispondente alla marca del proprio cellulare:

Numeri: Nokia e Motorola:		*99#
	Siemens, Sharp e Panasonic:	*99***1#
	Samsung:			*99***1*#
	Ericsson e SonyEricsson		*99***CID# (CID = N° profilo GPRS)
	Altri:				*99#
Info.png ESEMPIO:
Con un Nokia la stringa col numero sarà: OK-AT-OK ATDT*99#


Il file /etc/ppp/peers/provider

Bisogna editare il file /etc/ppp/peers/provider come segue:

noauth
connect "/usr/sbin/chat -v -f /etc/chatscripts/provider"
/dev/rfcomm0
921600
defaultroute
noipdefault
usepeerdns
persist
ipcp-accept-remote
ipcp-accept-local
lcp-echo-interval 0
lcp-echo-failure 0

Connettersi e Disconnettersi

Per connettersi basta usare

$ pon

e per disconnettersi

$ poff

Per avere un output, sull'esito dell'operazione, si può usare (da root) il comando:

# pon;plog

in modo da avere informazioni per risolvere eventuali problemi.

Per qualsiasi cosa, non esitate a contattarmi.