Due simpatici login: welcome2l e linuxlogo: differenze tra le versioni

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Siete amanti della shell pura? Amate far partire il sistema senza avvio grafico? Forse potrebbero piacervi '''welcome2l''' o '''linuxlogo''' .
=Introduzione=
[http://packages.debian.org/debarchiver Debarchiver] � uno strumento comodo e potente per poter gestire facilmente un repository Debian ben strutturato e suddiviso. Oltre a questo permette di mantenerlo in ordine (evitando il mantenimento di versioni vecchie) senza richiedere manutenzione da parte dell'amministratore.


Welcome2l è un semplice pacchetto che crea un logo grafico alle vostre consoles in caratteri ANSI. Basta installarlo:
=Installazione=
L'installazione � semplice, in quanto il programma � incluso in debian:
<pre>
# apt-get install debarchiver
</pre>
 
Raccomando agli utenti di Sarge di installare la versione presente in testing, in quanto molto pi� aggiornata e funzionale di quella inclusa nella release ''Stable''.
 
=Configurazione=
Tutta la configurazione di debarchiver � racchiusa in un unico file: '''/etc/debarchiver.conf''', che analizziamo nel dettaglio:
 
{{Box|Nota Bene:|le opzioni riportate nel file di configurazione sono inizialmente commentate in quanto i valori riportati sono quelli di default.}}


<pre>
<pre>
# apt-get install welcome2l
$destdir = "/var/lib/debarchiver/dists";
$inputdir = "/var/lib/debarchiver/incoming";
</pre>
</pre>
Dove verr creato il repository (''destdir'') e dove vengono inseriti i pacchetti da aggiungere al repository (''inputdir'')


modificare il vostro '''/etc/inittab''' aggiungendo ''-f /etc/issue.welcome2l'' per ogni riga che richiama il comando getty in questa sezione:
<pre>
# $copycmd = "cp -af";
# $movecmd = "mv";
# $rmcmd = "rm -f";
# $vrfycmd = "dscverify";
</pre>
La lista dei comandi utilizzati nella gestione del repository... quelli di default, normalmente, sono corretti per la maggior parte delle situazioni.
 
<pre>
# $cinstall = "installed";
</pre>
Dove verranno messi i file ''.changes''.


<pre>1:2345:respawn:/sbin/getty -f /etc/issue.welcome2l 38400 tty1
<pre>
2:23:respawn:/sbin/getty -f /etc/issue.welcome2l 38400 tty2
# $distinputcriteria = "^kernel.*\\.deb\$";
3:23:respawn:/sbin/getty -f /etc/issue.welcome2l 38400 tty3
# $distinputdirs = "/path";
4:23:respawn:/sbin/getty -f /etc/issue.welcome2l 38400 tty4
</pre>
5:23:respawn:/sbin/getty -f /etc/issue.welcome2l 38400 tty5
Indica il criterio con il quale verranno accettati i pacchetti non aventi un file ''.changes'' e dove devono essere inseriti per essere ''presi'' dal sistema
6:23:respawn:/sbin/getty -f /etc/issue.welcome2l 38400 tty6</pre>


Vi sono anche altre configurazioni possibili per welcome2l che potete trovare nel file della documentazione:
<pre>
# $verifysignatures = 0;
</pre>
Attiva (1) o disattiva (0) la verifica della firma dei pacchetti inseriti nella ''inputdir''.


'''/usr/share/doc/welcome2l/INSTALL'''
<pre>
# $verifysignaturesdistinput = 0;
</pre>
come sopra, ma riguarda la directory ''distinputdirs''


Che dire di linuxlogo?
<pre>
# $bzip = 0;
</pre>
Attiva la generazione di file compressi con bz2


beh è la stessa operazione. Naturalmente non usateli contemporaneamente nel vostro '''/etc/inittab''' per cui se avete già modificato il file per welcome2l, sostituite '''-f /etc/issue.welcome2l''' come suggerito più avanti. In realtà linuxlogo di default verrà richiamato al vostro boot nella sequenza finale del vostro runlevel. Ma potrebbe piacervi di più come sostituto di welcome2l sebbene anche questo pacchetto ha diverse configurazioni che potete scoprire nella sua documentazione. Qui prendiamo come esempio, il caso precedente considerato per welcome2l:
<pre>
%distinputdirs =
        (
        stable => 'stable',
        testing => 'testing',
        unstable => 'unstable'
        );
</pre>
Permette di indicare i nomi delle directory contenute nella directory ''incoming'' che provvederanno a raccogliere i pacchetti di una deretminata release. In questo caso, nella release ''stable'' verranno inseriti i pacchetti presenti nella directory ''/var/lib/debarchiver/incoming/stable/''.


<pre>
<pre>
# apt-get install linuxlogo
@distributions = ('stable', 'testing', 'unstable');
</pre>
</pre>
Questa lista indica le release presenti nel repository (in questo caso le 3 release ''stable'', ''testing'' e ''unstable'').
<pre>
%distmapping =
        (
        stable => 'sarge',
        testing => 'etch',
        unstable => 'sid'
        );
</pre>
Schema per la creazione di link tra i nomi delle release reali e i nomi dello stato delle release.
<pre>
# @architectures = ('i386');
</pre>
Permette di indicare la lista di archietture (racchiuse tra apici e separate da una virgola) presenti nel repository.
<pre>
@sections = ('main', 'contrib', 'non-free');
</pre>
Indica le sezioni in cui suddiviso il repository. La sezione ''non-free'' non pi presente nelle release ufficiali Debian a partire dal rilascio di Sarge.
<pre>
@mailtos = ('Maintainer', 'Uploaders', '@knio.it', 'admin@dominio.it');
</pre>
Permette di indicare a chi verr inviata una email di conferma dell'inserimento del pacchetto... possibile specificare i seguenti parametri:
; Indirizzo Email : l'email verr inviata a quel determinato indirizzo email
; Indirizzo email incompleto : l'email verr inviata all'utente proprietario del file usando l'host specificato dopo il simbolo ''@''. Nel caso riportato, se l'utente proprietario del file ''maxer'', l'email verr inviata a ''maxer@knio.it''.
; Stringa senza @ : Verr usato il valore del campo espresso (nell'esempio vengono utilizzati ''Maintainer'' e ''Uploader'') come indirizzo email.
<pre>
%release = (  'origin' => "",
                'label' => "",
                'description' => "");
</pre>
Informazioni aggiuntive da inserire nel file Release.
<pre>
# $cachedir = '/var/cache/debarchiver';
</pre>
Nel caso venga usato ''apt-ftparchive'', indica la directory di cache da usare.
<pre>
# $gpgkey = "";
</pre>
Imposta la chiave GPG con cui firmare i pacchetti che vengono inseriti nel database.
<pre>
# $gpgpassfile = "$ENV{HOME}/.gnupg/passphrase";
</pre>
Indica il percorso del file contenente la password per l'utilizzo della chiave GPG citata nella spiegazione alla direttiva precedente. Trattandosi di un dato molto importante, consigliabile usare dei permessi restrittivi, come ad esempio permettendone la lettura solo all'utente ''debarchiver'' (l'utente usato da debarchiver).
==Permessi==
Debarchiver configurato per lavorare correttamente con i server ftp e web. impostato, infatti, il permesso di lettura per tutti gli utenti.
Un po' pi complessa , invece, la situazione relativa all'utilizzo della directory ''incoming'' da parte degli utenti. La directory in questione di propriet dell'utente root e del gruppo ''debarchiver''. Per abilitare un utente ad utilizzare il sistema, quindi, necessario aggiungerlo al gruppo:
<pre>
# adduser nomeutente debarchiver
</pre>
=Utilizzo Reale=
Due esempi relativi alla configurazione di un server web (Apache) e di un server ftp anonimo (vsftpd) per l'accesso al repository.
==Server Web==
La configurazione di un server web molto semplice e la si pu ricondurre a due situazioni particolari:
* configurazione come dominio di 3 livello (Es. <nowiki>http://debian.dominio.it</nowiki>)
* configurazione come directory in un dominio esistente (Es. <nowiki>http://www.dominio.it/debian</nowiki>)
===Dominio di 3 livello===
La configurazione di un dominio di 3 livello dedicato al repository una scelta molto comoda, secondo me...
sufficiente, infatti, creare un semplice VirtualHost (Dettagli [http://httpd.apache.org/docs/1.3/vhosts/examples.html Apache1.3] [http://httpd.apache.org/docs/2.0/vhosts/ Apache2.0]) in cui viene indicata come ''DocumentRoot'' la directory '''/var/lib/debarchiver'''.
Esempio:
<pre>
NameVirtualHost *:80
<VirtualHost *:80>
    ServerName repos.dominio.it
    DocumentRoot /var/lib/debarchiver
    <Directory />
        Options Indexes FollowSymLinks
    </Directory>
</VirtualHost>
</pre>
ed abilitarlo (rimando alla documentazione ufficiale del proprio server web).
===Directory in un Dominio===
Questa configurazione senza dubbio la pi semplice. Si fa uso della direttiva '''Alias''' (Documentazione Ufficiale [http://httpd.apache.org/docs/1.3/mod/mod_alias.html Apache1.3] - [http://httpd.apache.org/docs/2.0/mod/mod_alias.html Apache2.0]) nel modo seguente:
Supponendo di voler rendere accessibile il repository in <nowiki>http://www.dominio.it/debian</nowiki> sufficiente aggiungere, nella configurazione del VirtualHost in questione
<pre>
Alias /debian /var/lib/debarchiver
</pre>
{{Box|Nota:|per rendere ''sfogliabile'' il repository consigliabile aggiungere, dopo la dichiarazione precedente, un pezzo di codice simile al seguente:
<pre>
<Directory /debian>
    Options Indexes FollowSymLinks
</Directory>
</pre> [http://httpd.apache.org/docs/2.0/mod/core.html#options qui] sono disponibili maggiori dettagli a rigaurdo}}
==Server ftp==
Come server ftp viene preso in considerazione [http://www.proftpd.org proftpd], visto che utilizza una configurazione molto simile a quella di Apache.
===Dominio di 3 livello===
Un esempio di configurazione (da inserire all'interno di '''/etc/proftpd.conf''') per l'accesso al repository tramite il protocollo ftp:
<pre>
<VirtualHost repos.dominio.it>
  ServerName "Repository di dominio.it"
  MaxClients 10
  MaxLoginAttempts 1
  DeferWelcome on
  <Limit LOGIN>
    DenyAll
  </Limit>
  <Directory />
    <Limit WRITE DIRS>
      DenyAll
    </Limit>
  </Directory>
</Anonymous>
</VirtualHost>
</pre>
=Gestione del Repository=
==Upload dei pacchetti==
utile ricordare che esistono dei tool per eseguire correttamente l'upload dei pacchetti.
necessario, infatti, seguire una procedura particolare: il sistema utilizza i file con estensione ''changes'' come file di lock. Quando si caricano dei pacchetti, il file .changes deve essere l'ultimo ad essere caricato. L'analisi dei pacchetti, infatti, verr eseguita solo quando questo file sar presente.
I tool disponibili sono:
* [[Dupload per l'upload dei pacchetti Debian | Dupload ]]
* dput
==Rimozione di uno o pi pacchetti==
Debarchiver non supporta la rimozione automatizzata di uno o pi pacchetti, operazione che dovr essere compiuta, quindi, a mano.


E semplicemente modificate ancora '''/etc/inittab''' aggiungendo '''-f /etc/issue.linuxlogo''' al posto di -f /etc/issue.welcome2l.
Supponendo di avere un pacchetto di nome ''kpakketto'' dovremo seguire questa procedura:
* Eliminazione manuale di tutte le occorrenze di ''kpakketto'': <pre> # rm -f `find /var/lib/debarchiver/dists/ -iname "kpakketto*"`</pre>
* Ricostruzione del repository: <pre>$ su debarchiver -c "debarchiver -so --autoscanall --dl 6" </pre>




Autore: AltroMondo
=Conclusione=
Debarchiver offre un comodo e funzionale strumento per la gestione automatizzata di un repository Debian di tutto rispetto. Inoltre implementa correttamente la struttura di un repository Debian... una scelta obbligata, insomma, quando si devono gestire un numero di pacchetti maggiore di 3-4 senza dover preoccuparsi delle vecchie versioni (che vengono automaticamente rimosse). Inoltre la flessibilit� e la possibilit� di avere pi� suddivisioni (oltre alle classiche ''stable'', ''testing'' e ''unstable'') lo rende perfetto per repository particolari (per i backport, ad esempio).
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