LAMP: Linux, Apache, MySQL e PHP: differenze tra le versioni

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=Introduzione=
=Introduzione=
Jigdo ([http://atterer.net/jigdo/ Home Page]) � uno strumento veramente potente: permette di scaricare i singoli file di una iso e di creare quest'ultima a partire da quanto scaricato.<br/>Anche se pu� sembrare una cosa inutile, in questo caso risulta una delle alternative pi� veloci e ''semplici'' (questo lo vedremo in seguito) per scaricare e mantenere aggiornate le iso di Debian.
LAMP è l'acronimo di Linux Apache Mysql Php e indica l'ambiente libero (e anche gratuito in questo caso) di programmazione di applicazioni Web che è possibile costruire dalla somma delle parti di queste eccezionali applicazioni a sorgente aperto.


=Installazione=
Questa guida non fornisce alcun elemento per la configurazione ottimale dei server presi in esame (Apache e MySQL). Essa non è intesa ad amministrare tali servizi su macchine in produzione, ma solo a fornire all' utente domestico e allo sviluppatore web un ambiente correttamente configurato senza introdurre sensibili rischi per la sicurezza del computer usato.
Jigdo �, ovviamente, disponibile come pacchetto debian:
 
Per il dettaglio sulla configurazione di quanto preso in esame Vi invitiamo pertanto a visitare in primo luogo i siti [http://httpd.apache.org Httpd Apache], [http://www.php.net PHP.net] e [http://www.mysql.org MySQL.org] e, quando presenti, le guide specifiche messe a disposizione da questa Community.
 
Buona lettura!
 
=Il server http=
==Apache==
[http://httpd.apache.org/ Apache] è il frutto del lavoro della [http://www.apache.org/ Apache Software Foundation]. Tra le caratteristiche che ne fanno il server HTTP più diffuso evidenziamo che:
* è software libero;
* gira sulle più svariate piattaforme (*nix, Windows, ec...);
* è sviluppato in accordo con le più recenti specifiche per i servizi http.
Secondo [http://news.netcraft.com/archives/web_server_survey.html Netcraft] Apache, con una percentuale del 68% (febbraio 2005), è il server http più usato in assoluto.
 
Apache deve il suo nome all' omonima tribù di indiani nordamericani, famosa per le straordinarie doti di resistenza e strategia. Visto però che il software è stato inizialmente sviluppato come una serie di patches ad un altro server http, nell' uso comune Apache significa anche "A Patchy Server".
 
La pronuncia corretta di Apache suona grossomodo come "APACI".
 
Il progetto Apache è suddiviso principalmente in due rami distinti (ne esiste un terzo, ma è nella fase di sviluppo alpha al momento): la versione 1.3 (la versione "vecchia" molto robusta e testata) e la versione 2.0 (dal design innovativo rispetto alla precedente).
===Apache 1.3===
====Installazione====
L' installazione nuda e cruda di Apache 1.3 in Debian è di una semplicità disarmante. Tutto quello che avremo bisogno di fare consiste nel dare il comando:
<pre># apt-get install apache</pre>
al termine del download ci viene chiesto se vogliamo abilitare suExec: a meno di utilizzi professionali, possiamo tranquillamente rispondere "No".
====Verifica====
A questo punto il nostro server web è già attivo, ma possiamo anche verificarlo tramite il comando '''ps''':
<pre>$ ps aux |grep apache
root      7378  0.0  0.4  4592  2228 pts/1    S    12:01  0:00 /usr/sbin/apache
www-data  7379  0.0  0.4  4592  2364 pts/1    S    12:01  0:00 /usr/sbin/apache
www-data  7380  0.0  0.4  4592  2364 pts/1    S    12:01  0:00 /usr/sbin/apache
www-data  7381  0.0  0.4  4592  2204 pts/1    S    12:01  0:00 /usr/sbin/apache
www-data  7382  0.0  0.4  4592  2204 pts/1    S    12:01  0:00 /usr/sbin/apache
www-data  7383  0.0  0.4  4592  2204 pts/1    S    12:01  0:00 /usr/sbin/apache</pre>
Notiamo subito uno dei meccanismi principali di Apache: esistono svariati processi in esecuzione. Per la precisione abbiamo 1 processo proprietà dell' utente root e ben 5 processi di proprietà dell' utente www-data, come possiamo vedere con il comando '''pstree''':
<pre>$ pstree -uc |grep apache
    ├─apache─┬─apache(www-data)
    │        ├─apache(www-data)
    │        ├─apache(www-data)
    │        ├─apache(www-data)
    │        └─apache(www-data)</pre>
Il primo processo (padre) viene lanciato da root e ed il suo unico compito consiste nel genere e controllare i restanti processi (figli). Sono questi ultimi a rispondere alle richieste http ed a fornire le pagine. In questo modo Apache gira con privilegi minimi (quelli dell' utente www-data) ed in caso di una sua eventuale compromissione gli effetti sul sistema sono in qualche misura limitati.
 
====Configurazione====
La configurazione di Apache è un compito estremamente delicato e può richiedere conoscenze anche notevoli in svariati ambiti quali networking, programmazione e amministrazione di sistema. Dato che questa guida si propone fondamentalmente di illustrare i passi necessari ad installare e configurare un sistema per uso non professionale, ci limiteremo agli aspetti macroscopici della configurazione.
 
I files di configurazione di Apache risiedono nella directory '''/etc/apache''' al cui interno troviamo svariati files. Quello di cui ci occuperemo qui è il file di controllo principale e cioè '''httpd.conf'''. Apriamo il file con il nostro editor di fiducia (dobbiamo essere root per modificare questo file) e vediamo quali sono le direttive principali su cui agiremo.
 
'''server-pool size'''
Alla riga 130 del file di configurazione originale troviamo il primo blocco da prendere in esame: si tratta della direttiva che dice ad Apache il numero minimo e massimo di processi "figlio" da mantenere in memoria. Ogni processo "figlio" risponde ad un numero prefissato di richieste, dopodichè viene ucciso (mondo crudele) e ne viene generato uno nuovo. Esaminiamo la direttiva:
<pre>MinSpareServers 5
MaxSpareServers 10</pre>
Come default Apache genera 5 processi, ma se il carico aumenta può arrivare fino a 10 figli simultanei. Per un sistema domestico è sicuramente eccessivo ed io consiglio di porre queste limitazioni:
<pre>MinSpareServers 1
MaxSpareServers 2</pre>
 
'''Number of servers to start initially'''
Questo blocco (riga 153) dice ad Apache quanti sono i figli da generare al momento dell' avvio del server. Il default è:
<pre>StartServers 5</pre>
che noi cambieremo in:
<pre>StartServers 1</pre>
 
'''Listen'''
Questo blocco (riga 192) indica ad Apache su quale porta TCP restare in attesa di richeste http. E' anche possibile specificare una particolare accoppiata di indirizzo IP + porta TCP. Possiamo tranquillamente lasciare commentata la direttiva ed il nostro server sarà in ascolto sulla porta 80 per tutti gli indirizzi configurati sul sistema.
 
'''BindAddress'''
Alla riga 199 abbiamo la direttiva che specifica a quale specifico indirizzo IP associare Apache. Come per il punto precedente, lasciamo pure il valore di default.
 
'''ServerName'''
Con questa direttiva (alla linea 276) diciamo ad Apache quale è il suo nome. Questo è particolarmente utile nel caso abbiamo a disposizione un [[FQDN]] (a questo proposito puoi consultare la guida [[Server Web Casalingo]]).
 
'''DocumentRoot'''
Con questa direttiva (riga 284) indichiamo ad Apache quale directory del nostro sistema deve corrispondere alla radice del Web Server. Il default va più che bene: ricordatevi quindi che tutti i vostri files che volete pubblicare sul server http dovranno risiedere in '''/var/www''' o in una sua sotto-directory.
 
{{Warningbox|è fondamentale per il funzionamento di Apache che i files che devono essere visibili via Web siano leggibili da parte dell' utente '''www-data''' e che le sotto-directory di /var/www siano raggiunbili dallo stesso utente}}
Questo è il minimo indispensabile che ci occorre sapere per poter utilizzare proficuamente Apache: salviamo il file e procediamo a riavviare Apache. Per fare questo possiamo procedere in due modi distinti:
* metodo standard <pre><nowiki># apachectl graceful
/usr/sbin/apachectl graceful: httpd gracefully restarted</nowiki></pre>
* metodo debian init.d <pre><nowiki># /etc/init.d/apache restart
Restarting apache.</nowiki></pre>
Senza dubbio '''apachectl''' è il metodo da preferire. Oltre a riavviare Apache possiamo controllare altri aspetti del server web. Tra questi quello che inizialmente può risultare più comodo consiste nel controllo della sintassi del file di configurazione.<br>
Facciamo un esempio:
<pre># apachectl configtest
Syntax error on line 49 of /etc/apache/httpd.conf:
ServerType takes one argument, 'inetd' or 'standalone'</pre>
lo script mi avvisa che alla riga 49 di httpd.conf c'è un errore di sintassi: la direttiva ServerType supporta un solo argomento, mentre nel file ne sono specificati almeno 2. Se controllo òa riga incriminata scopro che:
<pre>ServerType is either inetd, or standalone.  Inetd mode is only supported on</pre>
Noto subito che manca il commendo (#) a inizio riga, provvedo a reinserirlo e quindi controllo nuovamente la configurazione:
<pre># apachectl configtest
Syntax OK</pre>
 
Se non abbiamo fatto pasticci, una volta riavviato il server Apache, basterà puntare il nostro browser all' indirizzo '''http://127.0.0.1''' per vedere la pagina di default installata dal manutentore del pacchetto Debian:
[[Immagine:Apache_installazione.png|thumb|center|Pagina di Benvenuto di Apache]]
 
{{box|Nota Bene: Directory home degli utenti|Per default Apache permette anche a ciascun utente del sistema di avere una propria home. Poniamo l' esempio dell' utente '''pippo''': all' interno di /home/pippo l' utente dovrà semplicemente creare la directory '''public_html''' per poter accedere ai files in essa contenuti attraverso l' indirizzo '''http://127.0.0.1/~pippo/'''}}
 
Ora non ci resta che inserire i nostri files in /var/www o nella nostra public_html per poter cominciare ad usare Apache!
 
====Supporto SSL====
Abilitando il supporto a SSL (Secure Socket Layer) è possibile instaurare un canale di comunicazione crittografato tra il nostro server web ed i browser che richiedono le pagine.
 
Tra i vantaggi in termini di sicurezza che l' uso di SSL comporta, segnalo:
* transito di informazioni sensibili (passwords, dati personali, ecc...) in internet attraverso un canale crittografato sicuro;
* accertamento dell' identità del server e/o del client web tramite certificati digitali.
 
Il supporto SSL per Apache può essere abilitato in due modi distinti:
* realizzazione di un nuovo server Apache con supporto SSL (vedi: '''apt-cache show apache-ssl''');
* implementazione di Apache e Apache SSL nel medesimo server grazie a mod_ssl.
 
In questa guida vedremo l' installazione e configurazione di '''mod_ssl'''.
 
Procediamo con l' installazione del pacchetto:
<pre>
# apt-get install libapache-mod-ssl
</pre>
 
===Apache 2.0===
====Installazione====
L'installazione di Apache2 è perfettamente uguale a quella precedentemente illustrata per Apache:
<pre>
<pre>
# apt-get install jigdo-file
# apt-get install apache2-mpm-prefork
</pre>
</pre>


Per gli utenti di altre distribuzioni � scaricabile presso la [http://atterer.net/jigdo/ Home Page del progetto], dove sono presenti anche le versioni per gli altri sistemi operativi.
Il [[metapacchetto]] ''apache2'' è presente, ma installa '''apache2-mpm-worker''', che risulta non essere compatibile con '''libapache2-mod-php4'''.
 
======I diversi pacchetti======
La pacchettizzazione Debian, però, è leggermente diversa, per poter gestire le nuove caratteristiche introdotte in Apache2: esistono quattro diversi pacchetti di Apache2, ognuno con delle caratteristiche diverse (relativamente alla gestione dei thread e dei child):
; apache2-mpm-perchild : la soluzione adottata in questo pacchetto fa in modo che vengano avviati un numero definito di processi, i quali possono creare dei thread in base al carico della macchina. Una peculiarità è la possibilità di assegnare dei permessi diversi ad ogni processo, vincolarlo ad un singono ''virtual host'', così da gestire facilmente la redistribuzione delle risorse e/o personalizzare il servizio offerto;
; apache2-mpm-prefork : I thread sono disabilitati, e la gestione dei '''pool di processi''' viene gestita come per Apache1 (''MinSpareServers'' e ''MaxSpareServers'');
; apache2-mpm-threadpool : pacchetto di transizione;
; apache2-mpm-worker : la soluzione è intermedia rispetto a perchild e prefork.
 
Quello che a noi interessa è '''apache2-mpm-prefork''', visto che è l'unico ad essere compatibile con le librerie che offrono il supporto per php4.
 
====Verifica====
Per verificare la corretta installazione di Apache2, è sufficiente aprire un browser ed inserire l'indirizzo http://localhost/.
Se Apache è stato installato correttamente, apparirà una schermata simile a questa:
[[Immagine:Apache2_installazione.png|thumb|center|Schermata di benvenuto di Apache2]]
 
====Configurazione====
Le regole di configurazione viste precedentemente per Apache valgono anche per Apache2.<br />
Sono però presenti delle sostanziali differenze a livello strutturale, per quanto riguarda la struttura della directory '''/etc/apache2''', che riguardano l'organizzazione dei file e la gestione dei ''VirtualHost'' e dei ''moduli''.
 
=====Organizzazione dei file=====
Durante il passaggio da Apache ad Apache2, sono state apportate delle modifiche ai file di configurazione, ai loro nomi e all'organizzazione delle directory contenenti le configurazione dei ''VirtualHost' e dei ''moduli'', il tutto per disporre di un sistema di gestione flessibile e facilmente gestibile:
 
======File di Configurazione======
Il file di configurazione di Apache2 si chiama '''apache2.conf''', ed adotta la stessa sintassi del vecchio file di configurazione '''httpd.conf''', che è ancora presente nella directory '''/etc/apache2''' e viene richiamato all'interno del file di configurazione generale, per motivi di compatibilità... consiglio, comunque, di non utilizzarlo, in quando è un file di transizione, e in futuro potrebbe venir rimosso da apache2.


=Come Funziona=
======Moduli======
Il principio � molto semplice: vengono scaricati i singoli file facenti parte dell'immagine del CD/DVD per poi riassemblarli nell'immagine finale. Questo porta a parecchi vantaggi, sia per chi deve scaricare l'immagine, sia per chi rende disponibili i file da scaricare:
La gestione dei moduli ha subito una profonda modifica rispetto alla versione 1 di Apache: non è più legata ad un solo file, ma a due directory: '''/etc/apache2/mods-available''' e '''/etc/apache2/mods-enabled'''.
; mods-available : contiene i file che permettono il caricamento dei moduli. I file presenti all'interno di questa directory sono divisibili, tramite le loro estensioni, in due categorie: i file con estensione ''.load'' contengono le istruzioni necessarie al caricameto dei moduli; i file con estensione ''.config'', invece, contengono le eventuali opzioni di configurazione da passare al modulo.


'''Per chi scarica''':
; mods-enables : contiene dei link ai file presenti nella directory '''mods-available'''. All'avvio di Apache verranno caricati i moduli i cui file di canfigurazione presentano un link in questa directory.
* dopo il primo download vengono scaricati solo i pacchetti aggiornati
* minor banda richiesta
* possiblit� di interruzione del processo
* in caso di interruzione prolungata, i file non aggiornati verranno riutilizzati
* un mirror dei repository Debian, in questo caso, pu� essere usato sia come un normale mirror, sia con jigdo per creare le immagini


'''Per i mirror''':
======Siti======
* vengono gestiti file piccoli
In apache2, a differenza di apache1, tutti i siti vengono gestiti tramite ''siti''.
* quando ci sono degli aggiornamenti questi non comportano il download di tutta l'immagine, ma solo dei file che hanno subito modifiche
La struttura utilizzata per la gestione di questi è del tutto simile a quella dei moduli: sono presenti due directory: '''/etc/apache2/sites-available''' e '''/etc/apache2/sites-enabled''' che funzionano esattamente come illustrato precedentemente.
* minor carico in caso di utilizzo di jigdo da parte degli utenti
Il concetto è semplice: ogni file presente in '''sites-available''' rappresenta un sito, con tutti i sottodomini associati. Per abilitarli è sufficiente un link simbolico in '''sites-enabled'''.
* un mirror dei repository Debian, in questo caso, pu� essere usato sia come un normale mirror, sia con jigdo per creare le immagini
Anche in questo caso, inoltre, apache2 mette a disposizione due comodi comandi per la gestione dei siti: '''a2ensite''' e '''a2dissite''', che hanno la funzione, rispettivamente, di attivare e disattivare un sito.


=Dove trovare i file .jigdo=
L'utilizzo di questi due tool è semplicissimo:
I file .jigdo sono reperibili direttamente sul sito Debian.Org, esattamente a [http://www.debian.org/CD/jigdo-cd/#which questa pagina].
* se si lancia il comando senza parametri, verrà mostrata la lista di tutti i siti disponibili
* se si indica il sito su cui effettuare l'operazione, questa verrà eseguita.


Supponiamo di voler scaricare il primo CD di Sarge, i passi da seguire sono i seguenti:
Per rendere effettive le modifiche è necessario riavviare apache2.
* creare una directory di lavoro:
 
=====Supporto SSL=====
Per Apache2, a differenza di Apache1, non esiste un pacchetto '''apache-ssl''' per attivare il supporto [[ssl]]. Per attivare il supporto ssl è necessario modificare la configurazione di apache.
 
Per abilitare il supporto, e creare i certificati necessari al funzionamento dell'ssl, bisogna installare openssl:
<pre>
<pre>
$ mkdir /home/maxer/Sarge
# apt-get install openssl
$ cd /home/maxer/Sarge
</pre>
</pre>
* scaricare i file .jigdo
 
Oltre a questo, deve essere abilitato il modulo ''ssl'', con il comando prima descritto per la gestione dei moduli in Apache2:
<pre>
<pre>
$ wget http://cdimage.debian.org/debian-cd/3.1_r0a/i386/jigdo-cd/debian-31r0a-i386-binary-1.jigdo
# a2enmod ssl
</pre>
</pre>
* scaricare i file .template
 
Per la generazione del certificato, apache2 offre il comando:
<pre>
<pre>
$ mkdir jigdotemplates
# apache2-ssl-certificate
$ cd jigdotemplates
$ wget http://cdimage.debian.org/debian-cd/3.1_r0a/i386/jigdo-cd/jigdotemplates/debian-31r0a-i386-binary-1.template
$ cd ..
</pre>
</pre>
che, tramite una serie di domande, creerà nella direcotry '''/etc/apache2/ssl/''' due file: ''apache.pem'' ed il certificato.


=Primo Download di una iso=
Ora aggiungiamo un ''sito'' con supporto ssl: con il nostro editor preferito creiamo un file di testo in '''/etc/apache2/sites-available''' come nel seguente esempio (il nome del file può essere, ad esempio, '''default-ssl'''):
Il primo download di una iso � semplicissimo: una volta posizionati nella directory contenente i file .jigdo, � sufficiente lanciare il comando
<pre>
<pre>
$ jigdo-lite debian-31r0a-i386-binary-1.jigdo
NameVirtualHost *:443
<VirtualHost *:443>
    SSLEngine on
    SSLCertificateFile    /etc/apache2/ssl/apache.pem
    SSLCertificateKeyFile /etc/apache2/ssl/apache.pem
 
    ServerAdmin admin@dominio.org
    ServerName server.dominio.org
 
    ErrorLog /var/log/apache2/error_ssl.log
    LogLevel warn
    CustomLog /var/log/apache2/access_ssl.log combined
    ServerSignature On
    DocumentRoot /var/www/apache2-default
 
    <Directory>
        Options FollowSymLinks
        AllowOverride None
    </Directory>
    <Directory /var/www/apache2-default>
        Options Indexes FollowSymLinks MultiViews
        AllowOverride None
        Order allow,deny
        allow from all
    </Directory>
 
    ScriptAlias /cgi-local/ /var/www/apache2-default/cgi-bin/
    ScriptAlias /cgi-bin/ /usr/lib/cgi-bin/
    <Directory "/var/www/apache2-default/cgi-bin">
        AllowOverride None
        Options None
        Order allow,deny
        Allow from all
    </Directory>
 
    <Directory "/usr/lib/cgi-bin">
        AllowOverride None
        Options None
        Order allow,deny
        Allow from all
    </Directory>
 
    Alias /icons/ "/usr/share/apache2/icons/"
    Alias /manual/ "/usr/share/doc/apache2-doc/manual/"
 
    <Directory "/usr/share/apache2/icons">
        Options Indexes MultiViews
        AllowOverride None
        Order allow,deny
        Allow from all
    </Directory>
</VirtualHost>
</pre>
</pre>
(in questo caso si suppone di voler scaricare il primo CD di Sarge, in linea con l'esempio precedente).


Verranno poste alcune domande, che ci permetteranno di personalizzare il processo di download dei file.
Molte delle opzioni contenute nell'esempio sono prese pari pari dal file '''/etc/apache2/sites-available/default'''.
 
Mancano due modifiche, prima di avere il supporto ssl attivo: Apache non è in ascolto sulla porta 443, quella normalmente utilizzata da apache-ssl, e quindi lo dobbiamo istruire modificando il file '''/etc/apache2/ports.conf''' aggiungendo la riga:
<pre>
<pre>
If you already have a previous version of the CD you are
Listen 443
downloading, jigdo can re-use files on the old CD that are also
present in the new image, and you do not need to download them
again. Mount the old CD ROM and enter the path it is mounted under
(e.g. `/mnt/cdrom').
Alternatively, just press enter if you want to start downloading
the remaining files.
Files to scan: 
</pre>
</pre>


Questa opzione ci sar� molto utile in futuro, per ora, a meno che non si dispone di un cd di sarge, non � necessario rispondere. Continuiamo con il processo premendo <nowiki>[invio]</nowiki>.
Come ultima cosa, importantissima, bisogna attivare il sito che abbiamo appena creato (sempre utilizzando i comodi comandi che Apache2 ci mette a disposizione). Sarà quindi sufficiente un
 
<pre>
<pre>
-----------------------------------------------------------------
# a2ensite default-ssl
The jigdo file refers to files stored on Debian mirrors. Please
choose a Debian mirror as follows: Either enter a complete URL
pointing to a mirror (in the form
`ftp://ftp.debian.org/debian/'), or enter any regular expression
for searching through the list of mirrors: Try a two-letter
country code such as `de', or a country name like `United
States', or a server name like `sunsite'.
Debian mirror [http://debian.fastweb.it/debian/]: 
</pre>
</pre>
La seconda domanda ci permette di scegliere il mirror da cui scaricare. Consiglio vivamente di scegliere un mirror italiano, cos� da alleggerire il carico di quelli centrali.
questo se si è scelto di creare un file separato per i siti che avranno il supporto ssl... Un'altra pratica molto diffusa è quella di gestire ogni singolo sito come un file, quindi le direttive per l'abilitazione del supporto ssl vengono scritte all'interno del file ''generale'' di quel sito (in questo caso il file '''default''').
In questo caso � stato scelto ''http://debian.fastweb.it/debian/'', se non si conoscono gli indirizzi esatti dei mirror, � possibile inserire semplicemente le due lettere del paese (nel nostro caso '''it''').


Per rendere effettive tutte le modifiche, riavviamo apache:
<pre>
<pre>
-----------------------------------------------------------------
# /etc/init.d/apache2 restart
Merging parts from `file:' URIs, if any...
Found 0 of the 1192 files required by the template
Will not create image or temporary file - try again with different input files
</pre>
</pre>
La ''configurazione'' pre-download � terminata, jigdo provveder�, ora, a scaricare tutti i file necessari per la creazione dell'immagine. Ogni 10 pacchetti verr� mostrata una scritta come quella riportata sopra, che ci informer� sull'andamento del download. Sempre ogni 10 file scaricati, verr� aggiornata l'immagine (che verr� creata dopo i primi 10 pacchetti correttamente scaricati):
 
=====Far convivere Apache e Apache2=====
Alcune volte può essere utile far convivere Apache1 e Apache2 sulla stessa macchina (magari durante un periodo di migrazione)...a tale proposito, è buona norma modificare il numero della porta su cui uno dei due server è in ascolto.
Normalmente si ''sposta'' Apache2 dalla porta '''80''' alla '''8080''' (sempre se su questa non è configurato un server proxy).
 
Per modificare la porta su cui Apache2 è in ascolto è sufficiente modificare il file '''/etc/apache/ports.conf''' sostituendo al numero '''80''', '''8080'''. Nel file '''ports.conf''' avremo, quindi, una riga come la seguente:
<pre>
<pre>
FINISHED --11:17:54--
Listen 8080
Downloaded: 1,602,276 bytes in 10 files
Found 10 of the 1192 files required by the template
57%  374622k/655444k  writing image
</pre>
</pre>


Il download continuer� fino a quanto non saranno scaricati tutti i file componenti l'immagine.
=Il processore PHP=
PHP è un [[acronimo ricorsivo]] per "PHP: Hypertext Preprocessor" e cioè "PHP: preprocessore ipertestuale". Questo significa che i nostri script non vengono elaborati dai client (in questo caso dai browser) come ad esempio nel caso di javascript, ma che vengono eseguiti direttamente sul server il quale fornisce ai clients semplici pagine html. Un linguiaggio di questo tipo viene chiamato anche '''server-side''' (lato server), in contrapposizione ai linguaggi '''client-side''' (lato client).


<pre>
La cosa più interessante nell'uso di PHP è che si tratta di un linguaggio estremamente semplice per il principiante, ma che, tuttavia, offre molte prestazioni avanzate al programmatore di professione.
FINISHED --19:51:35--
 
Downloaded: 482,660 bytes in 2 files
Con PHP non siete limitati soltanto ad un output in HTML. Le possibilità di PHP, infatti, includono l'abilità di generare immagini, files PDF e perfino filmati Flash al volo (utilizzando libswf e Ming). Sarete in grado di generare facilmente qualsiasi testo, come XHTML e qualsiasi altro file XML. PHP può autogenerare questi file, e salvarli nel file system, piuttosto che eseguire un printing esterno, o creare server-side cache per contenuti dinamici.  
Found 2 of the 2 files required by the template
Successfully created `debian-31r0a-i386-binary-1.iso'


-----------------------------------------------------------------
Una delle caratteristiche più importanti e significative di PHP è la possibilit` di supportare una completa gamma di databases. Scrivere una pagina web collegata ad un database è incredibilmente semplice.
Finished!
</pre>


Bene, ora i file necessari sono stati scaricati ed � stata creata l'immagine ''debian-31r0a-i386-binary-1.iso''.
PHP fa anche da supporto per dialogare con altri servizi utilizzando i protocolli del tipo LDAP, IMAP, SNMP, NNTP, POP3, HTTP, COM (in Windows) e innumerevoli altri. Potete anche aprire network sockets ed interagire usando qualsiasi altro protocollo. Inoltre supporta l'interscambio di dati complessi WDDX tra, virtualmente, tutti i linguaggi di programmazione web. A proposito di interconessioni, PHP supporta l'installazione dei JavaObjects e l'utilizzo di questi come oggetti PHP in modo trasparente. Si può anche usare la nostra estensione CORBA per accedere ad oggetti remoti.
{{box|Nota Bene:|Questo elenco delle funzionalità offerte da PHP è tratto dal manuale online di PHP e precisamente dal capitolo [http://it2.php.net/manual/it/intro-whatcando.php Che cosa può fare PHP?]}}


Ora viene eseguito un check aggiuntivo, per verificare l'integrit� dell'immagine.
==Installazione==
<pre>
Anche installare PHP non è un compito per nulla complesso.
The fact that you got this far is a strong indication that `debian-31r0a-i386-binary-1.iso'
===PHP e Apache 1.3===
was generated correctly. I will perform an additional, final check,
Vediamo subito come procedere a abilitare PHP per il nostro server Apache in maniera minimale:
which you can interrupt safely with Ctrl-C if you do not want to wait.
<pre># apt-get install libapache-mod-php4</pre>
Apt scaricherà il modulo per Apache, le eventuali dipendenze e aggiornerà anche il file di configurazione dei moduli (/etc/apache/modules.conf).


OK: Checksums match, image is good!
Tutto quello che dovremo fare manualmente è di riavviare Apache, altrimenti non ci fornirà gli script Php elaborati, ma ci permetterà unicamente di scaricarli. Come abbiamo già visto nella sezione relativa all' installazione di Apache il comando è:
</pre>
<pre># apachectl graceful
/usr/sbin/apachectl graceful: httpd gracefully restarted</pre>


L'immagine � stata scaricata e costruita senza errori, ora possiamo masterizzarla e utilizzarla normalmente.
Ora, anche se a livello minimale, Apache è in grado fornire al nostro browser l' output degli script elaborati dal motore PHP. Non ci resta altro da fare che [[#Test|testarne]] il funzionamento.


Degna di nota � la possibilit� di interruzione del processo, che pu� essere ripreso in seguito esattamente dal punto in cui � stato interrotto. Ogni volta che si ricomincer� a scaricare l'immagine, si verr� avvisati dell'esistenza della directory '''debian-31r0a-i386-binary-1.iso.tmpdir''' (il nome � relativo al primo cd di sarge):
===PHP e Apache 2.0===
Per abilitare il Php in Apache2 bisogna installare il modulo apposito:
<pre>
<pre>
The temporary directory `debian-31r0a-i386-binary-1.iso.tmpdir' already exists. Its contents
# apt-get install libapache2-mod-php4
ARE GOING TO BE DELETED (possibly after having been copied to the
image, if they are of interest for it). If you do not want this
to happen, press Ctrl-C now. Otherwise, press Return to proceed.
:
</pre>
</pre>
In questo caso possiamo tranquillamente ignorare il messaggio premendo <nowiki>[invio]</nowiki> e continuare con il download.


=Aggiornamento di una iso=
Durante l'installazione verrà aggiornata la configurazione di Apache2 per attivare il supporto a php4, inoltre verrà automaticamente riavviato il server Web.
L'aggiornamento di una iso � un processo quasi indentico a quello descritto nel paragrafo precendente.
� necessario scaricare i file .jigdo e .template aggiornati (sostituendoli a quelli vecchi) e seguire una delle seguenti vie per recuperare i file ancora validi presenti nella vecchia iso (cos� da velocizzare al massimo il processo di download).


Supponiamo di aver scaricato Sarge, e che sia stata rilasciato un aggiornamento (''3.1r1''). Con jigdo possiamo evitare di scaricare tutte le immagini, scaricando solamente i file che sono stati aggiornati.
==Test==
Il modo più semplice per testare la nostra installazione di PHP consiste nel preparare uno script e tentare di visualizzarlo nel nostro browser.


==Da una .iso==
Possiamo procedere in due modi fondamentalmente: creare uno script nella '''DocumentRoot''' del server web, e cioè '''/var/www''' (se non l' avete modificata in ahttpd.conf) oppure nella nostra '''public_html.
Se abbiamo conservato l'iso dei cd � possibile montarle in loop ed utilizzarle come se fosse un normale cd. Per montare una immagine in loop dobbiamo essere ''root'' ed avere una directory dove far montare il contenuto (supponiamo '''/mnt/loop/''').


Nel caso vogliate creare o spostare files all' interno della DocumentRoot di Apache è indispensabile tenere sempre a mente che quella directory e le directory in essa contenute sono visibili anche da altri computer (nella eventuale lan o su internet): prestate estrema attenzione ai permessi di scrittura di questi files!
Un consiglio personale consiste nell' agire sempre come utente '''www-data''' quando operate nella DocumentRoot: vi risparmierete patemi in fatto di permessi e sicurezza. Per loggarci come utente www-data è sufficiente operare in questo modo:
<pre>$ whoami
keltik
$ su
Password:
# whoami
root
# su - www-data
$ whoami
www-data</pre>
Siamo così passati dal nostro utente normale all' utente root e da questo siamo diventati l' utente www-data (il passaggio tramite l' utente root ci evita di dover fornire la password per www-data). Avendo usato il comando '''su - ''' abbiamo effettuato un login vero e proprio, ereditando tutte le variabili locali per www-data.
Ora possiamo operare in tranquillità nella DocumentRoot (che è anche la $HOME dell' utente www-data).
Se invece scegliamo di usare la nostra public_html, non dovremo fare altro che creare il file al suo interno usando il nostro utente normale.
Usiamo il nostro editor preferito e creiamo il file prova.php che conterrà questo codice:
<pre><?php phpinfo(); ?></pre>
{{box|Nota Bene|Aldilà di quale sia il vostro editor preferito, consiglio caldamente di imparare quantomeno i rudimenti di '''vi''': questo editor testuale infatti è presente nella quasi totalità dei sistemi operativi *nix, è molto pratico anche durante sessioni telnet o ssh e - con un minimo di allenamento - dispone di tutta la potenza necessaria ad un editor di codice}}
Se tutto è andato bene, puntando il browser all' indiritto http://127.0.0.1/prova.php (nel caso di aver usato la DocumentRoot) oppure http://127.0.0.1/~utente/prova.php vedremo una pagina html che riporta molte informazioni utili sul nostro nuovo ambiente di sviluppo (versione del software, moduli di apache, moduli di php, variabili di ambiente, ecc...).
=Il Database Server=
==MySQL==
Passiamo adesso ad installare il server di database MySQL.
<pre># apt-get install mysql-server</pre>
che, oltre al server MySQL, installerà per noi anche il client, alcuni tools e le librerie indispensabili.
A questo punto il server MySQL dovrebbe essere installato ed avviato automaticamente. Possiamo controllare usando il solito comando '''ps''' oppure '''/etc/init.d/mysql status'''.
{{Warningbox|MySQL inizialmente è accessibile unicamente all' utente '''root''' senza alcuna password.}}
{{box|Nota Bene:|Negli esempi seguenti ho digitando i comandi mysql su righe diverse per renderli più leggibili, ma nulla vieta di scrivere tutto di seguito sulla medesima linea.}}
La nostra prima preoccupazione dovrebbe essere senz' altro quella di impostare una passowrd per l' utente root. Ecco come fare:
<pre>
<pre>
# mount -o loop debian-31r0a-i386-binary-1.iso /mnt/loop
$ mysql -u root
mysql> SET PASSWORD
    -> FOR root@localhost
    -> =
    -> PASSWORD('la_tua_password')
    -> ;
Query OK, 0 rows affected (0.08 sec)
 
mysql> exit
Bye
$
</pre>
</pre>
{{box|Nota Bene:|Se non funziona il comando '''mysql -u root''' provare con '''mysql -u root -p''' e se richiede la password lasciarla vuota e premere invio.}}
Se ora proviamo a loggarci nuovamente, dovremmo vederci negato l' accesso in questo modo:
<pre>
$ mysql -u root
ERROR 1045: Access denied for user: 'root@localhost' (Using password: NO)
</pre>
Riproviamo usando la password che abbiamo scelto in precedenza:
<pre>
$ mysql -u root -pla_tua_password
Welcome to the MySQL monitor.  Commands end with ; or \g.
</pre>
{{box|Nota Bene:|Lo switch "-p" usato nel comando ''mysql'' prevede che la password venga digitata '''senza spazi tra il -p e la password effettiva'''. Non si tratta di un mio errore di battitura!<br> Se invece usiamo lo switch "-p" senza specificare alcuna password, questa ci verrà richiesta interattivamente.}}
Usare utenti con privilegi alti non è mai una buona idea, per cui provvediamo a creare un utente a cui concederemo i privilegi minimi (ma al quale potremo dare privilegi più alti per database specifici):
<pre>
mysql> GRANT USAGE ON *.*
    -> TO 'utente'@'localhost'
    -> IDENTIFIED BY 'la_tua_password'
    -> ;
Query OK, 0 rows affected (0.02 sec)
mysql> FLUSH PRIVILEGES;
Query OK, 0 rows affected (0.04 sec)
</pre>
Se ora proviamo a loggarci con il nuovo utente, dovremmo riuscire ad autenticarci usando le credenziali specificate con il comando GRANT.


se tutto � andato bene, in '''/mnt/loop''' troveremo il contenuto del primo cd di Sarge:
Ora creiamo un database nuovo:
<pre>
<pre>
# ls -l /mnt/loop/
mysql> CREATE DATABASE prova;
total 315
Query OK, 1 row affected (0.00 sec)
-r--r--r--  1 root root  11100 Jun  7 13:50 README.html
 
-r--r--r--  1 root root  83434 Jun  4 20:04 README.mirrors.html
mysql> show databases;
-r--r--r-- 1 root root  45512 Jun  4 20:04 README.mirrors.txt
+----------+
-r--r--r--  1 root root  5926 Jun  7 13:50 README.txt
| Database |
-r--r--r--  1 root root    60 Jun  7 13:50 autorun.bat
+----------+
-r--r--r-- 1 root root    29 Jun  7 13:50 autorun.inf
| mysql    |
lr-xr-xr-x  1 root root      1 Jun  7 13:50 debian -> .
| prova    |
dr-xr-xr-x  3 root root  2048 Jun  7 13:50 dists
| test    |
dr-xr-xr-x  5 root root  4096 Jun  7 13:50 doc
+----------+
dr-xr-xr-x  4 root root  2048 Jun  7 13:50 install
3 rows in set (0.02 sec)
dr-xr-xr-x  2 root root  4096 Jun  7 13:50 isolinux
-r--r--r-- 1 root root 156641 Jun  7 14:17 md5sum.txt
dr-xr-xr-x  2 root root  2048 Jun  7 13:50 pics
dr-xr-xr-x  4 root root  2048 Jun  7 13:50 pool
dr-xr-xr-x  3 root root  2048 Jun  7 13:50 tools
</pre>
</pre>
ed assegnamo all' utente che abbiamo creato in precedenza piena diritti di amministrazione al database:
<pre>
mysql> GRANT ALL PRIVILEGES
    -> ON prova.*
    -> TO 'utente'@'localhost'
    -> ;
Query OK, 0 rows affected (0.02 sec)


Ora scarichiamo i nuovi file ''.jigdo'' e ''.template'' come se si trattasse di un nuovo download e procediamo come sopra, con l'unico accorgimento di indicare, '''/mnt/loop''' come risposta alla seguente domanda:
mysql> FLUSH PRIVILEGES;
Query OK, 0 rows affected (0.04 sec)
</pre>
Se ora ci logghiamo con il nostro utente e chiediamo una lista dei database, vedremo unicamente quelli su cui abbiamo privilegi:
<pre>
mysql> show databases;
+----------+
| Database |
+----------+
| prova    |
+----------+
1 row in set (0.00 sec)
</pre>
Selezioniamo il database su cui operare col comando:
<pre>
<pre>
If you already have a previous version of the CD you are
mysql> USE prova;
downloading, jigdo can re-use files on the old CD that are also
present in the new image, and you do not need to download them
again. Mount the old CD ROM and enter the path it is mounted under
(e.g. `/mnt/cdrom').
Alternatively, just press enter if you want to start downloading
the remaining files.
Files to scan: /mnt/loop
</pre>
</pre>
Ora creiamo una tabella all' interno del database ''prova'', giusto per verificare che sia tutto a posto:
<pre>
mysql> CREATE TABLE tabella (colonna1 VARCHAR(20), colonna2 VARCHAR(20));
Query OK, 0 rows affected (0.42 sec)


Il programma si occuper� di prendere i file ''riutilizzabili'', evitando di riscaricarli. Il resto del processo si svolge come per un download normale.
mysql> DESCRIBE tabella;
+----------+-------------+------+-----+---------+-------+
| Field    | Type        | Null | Key | Default | Extra |
+----------+-------------+------+-----+---------+-------+
| colonna1 | varchar(20) | YES  |    | NULL    |      |
| colonna2 | varchar(20) | YES  |    | NULL    |      |
+----------+-------------+------+-----+---------+-------+
2 rows in set (0.08 sec)
</pre>
 
Se non abbiamo ottenuto errori passiamo al punto successivo, altrimenti verifichiamo tutti i passaggi precedenti.
 
==MySQL e PHP==
Per poter usare MySQL attraverso pagine PHP dobbiamo installareil modulo '''php4-mysql''' e riavviare Apache:
<pre>
# apt-get install php4-mysql
# apachectl graceful
/usr/sbin/apachectl graceful: httpd gracefully restarted
</pre>


{{Box|Nota:|Se si esegue la procedura nella stessa directory in cui � presente l'immagine ''vecchia'' � necessario spostarla o rinominarla... � possibile spostarla anche se � gi� stata montata (ovviamente sempre all'interno della stessa partizione) in quanto mount prende come riferimento l'inode del file e non il nome...}}
Ora possiamo verificare se siamo effettivamente in grado di accedere a MySQL.<br>
La procedura è simile a quella vista in precedenza per testare la corretta installazione di PHP:
* logghiamoci come utente root oppure spostiamoci nella nostra directory '''public_html''';
* creaimo il file mysql.php che conterrà questo codice:
<pre><nowiki>
<?php


==Da un Cd/Dvd==
// si collega al database, altrimenti esce e ritorna un errore
Se invece si dispone solo dell'immagine masterizzata � sufficiente montarle il cd/dvd ed indicare, alla richiesta di un percorso in cui cercare dei file ''riutilizzabili'' il punto di mount del lettore cd/dvd.


=Configurazione=
mysql_connect('localhost','utente','la_tua_password') or die(mysql_error());
Jigdo salva alcune impostazioni nel file ~/.jigdo-lite.


Eccone un esempio:
?></nowiki>
<pre>
</pre>
jigdo=''
* apriamo un browser e puntiamolo alla pagina appena creata ( http://localhost/mysql.php oppure http://localhost/~utente/mysql.php);
debianMirror='http://debian.fastweb.it/debian/'
** se quello che vediamo è una pagina bianca, significa che PHP è in grado di dialogare con MySQL;
tmpDir='.'
** se otteniamo l' errore '''Fatal error: call to undefined function - mysql_connect()''' significa che il modulo php4-mysql non è stato installato correttamente o che non abbiamo riavviato Apache;
jigdoOpts='--cache jigdo-file-cache.db'
** se otteniamo l' errore '''Warning: mysql_connect(): Access denied for user: xxxxxxxx''' significa che abbiamo scritto male le credenziali da utilizzare.
wgetOpts='--passive-ftp --dot-style=mega --continue --timeout=30 --limit-rate=110K'
scanMenu='/store3/Sarge/loop/    '</pre>


La personalizzazione pi� importante � certamente quella relativa a '''wget''': � possibile specificare le opzioni da passare a questo programma tramite la voce '''wgetOpts'''. Nel mio caso ho aggiunto ''--limit-rate=110K'' cos� da limitare la velocit� di download a 110Kbyte, evitando la saturazione della banda.
==PhpMyAdmin==
Questo software è un validissimo alleato nel lavoro quotidiano di manutenere un server MySQL, anche se in locale e/o domestico: tra i suoi pregi segnalo l' ottima usabilità e l' interfaccia web.


=Bookmark=
Questo pacchetto si installa con il comando:
[http://atterer.net/jigdo/ Home Page di jigdo]
<pre>
# apt-get install phpmyadmin php4 php4-gd
</pre>
Ci verrà quindi chiesto quale server http dovrà essere riconfigurato automaticamente. In base alla versione di Apache che abbiamo installato in precedenza possiamo scegliere '''apache''' oppure '''apache2'''.


[http://www.debian.org/CD/jigdo-cd/ Scaricare le immagini dei CD Debian con jigdo]
Al termine della configurazione scegliamo di riavviare Apache e cominciamo subito ad utilizzare PhpMyAdmin puntando il browser all'indirizzo http://localhost/phpmyadmin/


[http://atterer.net/jigdo/#download Jigdo per Windows]
[[Immagine:Phpmyadmin_table.png|thumb|center|Schermata di esempio di PhpMyAdmin]]


=Conclusioni=
=Conclusioni=
Anche se a prima vista jigdo sembra uno strumento complesso e macchinoso, non � cos�. Jigdo rappresenta uno strumento veloce e utile per il download di immagini .iso e per il loro aggiornamento, permettendo di risparmiare molto tempo dopo il primo download.
Ora si ha a disposizione un sistema completo per l'utilizzo di script in php (ed anche per il loro sviluppo).


A tutti gli scettici consiglio di scaricarlo per provare... diventer uno strumento fondamentale!


Autore: [[Utente:MaXeR|MaXeR]]
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[[Categoria:Mondo Debian]]
Autore: [[Utente:Keltik|Keltik]] 07:20, Giu 20, 2005 (EDT)<br/>
[[Utente:MaXeR|MaXeR]] 07:59, Lug 18, 2005 (EDT)
[[Categoria:Server]][[Categoria:Networking]]
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