LKN: Ricette per Configurare il Kernel

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Linux Kernel in a Nutshell

Sommario

Parte I
Compilare il kernel
  1. Introduzione
  2. Requisiti
  3. Procurarsi i sorgenti
  4. Configurazione e compilazione
  5. Installazione e avvio
  6. Aggiornare il kernel
Parte II
Personalizzazioni principali
  1. Personalizzare un kernel
  2. Ricette per configurare un kernel
Parte III
Guide di riferimento per il kernel
  1. Guida di riferimento dei parametri di boot del kernel - parte1
  2. Guida di riferimento dei parametri di boot del kernel - parte2
  3. Guida di riferimento dei parametri di compilazione del kernel
  4. Guida di riferimento delle opzioni di configurazione del kernel - parte1
  5. Guida di riferimento delle opzioni di configurazione del kernel - parte2
Parte IV
Informazioni aggiuntive
  1. Programmi utili
  2. Bibliografia

Indice


Il capitolo precedente ci ha insegnato i meccanismi per la riconfigurazione del kernel; in questo capitolo arriva la parte interessante, in cui si possono trovare tutte le modifiche più comuni che gli utenti hanno bisogno di apportare ai loro kernel, con le istruzioni specifiche per effettuarle.

Dischi

Il kernel Linux supporta una grande varietà di differenti tipi di disco. Questa sezione mostra come configurare il kernel in modo tale che supporti la maggior parte dei modelli più comuni di controller di disco.

Dispositivi USB

Per utilizzare un dispositivo di archiviazione USB (come quelli chiamati comunemente memorie "flash" USB, oppure dischi esterni USB) il supporto USB deve prima funzionare correttamente. Fare riferimento alla ricetta nella sezione chiamata USB per sapere come fare.

Un dispositivo di archiviazione USB può essere identificato utilizzando il programma lsusb. Se la sequenza di comandi che segue produce i risultati mostrati, nel sistema è presente un dispositivo di archiviazione USB:

$/usr/sbin/lsusb -v | grep Storage 
      bInterfaceClass         8 Mass Storage 

Abilitarla nel modo seguente:

1. Un dispositivo di archiviazione USB è in realtà undispositivo USB SCSI che comunica su un collegamento USB. Per questo motivo, deve essere abilitato il sottosistema SCSI:

Device Drivers 
     SCSI Device Support 
         [*] SCSI Device Support 

2. Anche nel sistema SCSI, si deve abilitare il "SCSI disk support" affinchè il dispositivo venga montato correttamente:

Device Drivers 
    SCSI Device Support 
        [*] SCSI disk support 

3. Abilitare il supporto di archiviazione USB:

Device Drivers 
   USB Support 
   [M] USB Mass Storage support 

Nelle pagine che seguono verranno illustrate specifici dispostivi di archiviazione USB per i quali si rende necessaria una configurazione differente, in quanto non seguono gli standard USB e richiedono un codice speciale. Se si possiede uno di questi dispositivi, è necessario abilitare il supporto per essi.

Dischi IDE

I dischi IDE sono i più comuni dischi per PC. Il dispositivo che abilita tali dischi affinchè essi lavorino correttamente è un controller di disco IDE. Per determinare se si abbia un controller di disco IDE sul proprio sistema, usare il comando lspci nel seguente modo:

$/usr/sbin/lspci | grep IDE 
00:1f.1 IDE interface: Intel Corporation 82801EB/ER (ICH5/ICH5R) IDE 
Controller (rev 02) 
00:1f.2IDEinterface:IntelCorporation82801EB(ICH5)SATAController(rev 
02) 

Tenete presente che il risultato del comando lspci probabilmente non sarà identico a quello mostrato sopra. Ciò che importa invece è che il comando mostri un qualunque controller IDE (il primo dispositivo nel precedente esempio). Se si riscontrano solo controller SATA, vedere la sezione successiva 'Serial ATA (SATA)'.

Ora seguiamo i seguenti passi:

1. Abilitare il supporto PCI per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 

2. Abilitare il sottosistema IDE e il supporto IDE:

Device Drivers 
    [*] ATA/ATAPI/MFM/RLL support 
    [*]   Enhanced IDE/MFM/RLL disk/cdrom/tape/floppy support 

3. Nel sistema ATA, occorre abilitare lo specifico tipo di controller IDE che si possiede, al fine di farlo funzionare correttamente. Per avere un buon backup nel caso si selezioni il tipo errato, selezionare la voce controller IDE 'generico':

Device Drivers 
    ATA/ATAPI/MFM/RLL support 
        [*]     generic/default IDE chipset support 

4. Abilitare i differenti controller PCI IDE:

Device Drivers 
    ATA/ATAPI/MFM/RLL support 
        [*]     PCI IDE chipset support 

Ciò porta all'apertura di un lungo sottomenu di differenti tipi di controller IDE. Selezionare il proprio in base al nome del dispositivo mostrato col comando lspci

Serial ATA (SATA)

SATA è un tipo di controller di disco che rappresenta il successore del controller di disco IDE. Per determinare se si possiede sul sistema un controller di disco SATA, lanciare il seguente comando:

$/usr/sbin/lspci | grep SATA 
00:1f.2IDEinterface:IntelCorporation82801EB(ICH5)SATAController(rev 
02) 

Tenere presente che il risultato del comando probabilmente non sarà identico. Ciò che importa è che il comando mostri un qualunque dispositivo SATA. I dischi SATA usano una libreria kernel chiamata libata che si occupa della maggior parte delle funzionalità di SATA. That library uses the SCSI layer to talk to the block layer, so several different kernel options need to be enabled in order for SATA disks to work properly.

1. Abilitare il supporto PCI per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 

2. Abilitare il sottosistema SCSI:

Device Drivers 
    SCSI Device Support 
        [*] SCSI Device Support 

3. Anche nel sistema SCSI, deve essere abilitata la voce "SCSI disk support" affinchè il dispositivo funzioni correttamente:

Device Drivers 
    SCSI Device Support 
        [*] SCSI disk support 

4. Le opzioni SATA sono sotto la sezione "SCSI low-level drivers":

Device Drivers 
    SCSI Device Support 
        SCSI low-level drivers 
            [*] Serial ATA (SATA) support 

5. In questa sezione, abilitare il particolare controller SATA che si possiede. Vedere l'output del comando lspci precedentemente menzionato per avere una lista dei tipi di controller SATA presenti sul proprio sistema. Per esempio, la maggior parte delle schede madri INTEL richiedono il driver PIIX/ICH SATA (come mostrato nel precedente esempio):

Device Drivers 
    SCSI Device Support 
        SCSI low-level drivers 
            [*] Serial ATA (SATA) support 
            [*]   Intel PIIX/ICH SATA support 

Masterizzare un CD-ROM

Masterizzare un CD-ROM è davvero semplice in Linux. Se il kernel che si possiede permette la lettura di un CD-ROM, allora ne permetterà anche la masterizzazione. Ci sono due metodi per abilitare il supporto CD-ROM in Linux, uno per i lettori IDE ed uno per i lettori SCSI e SATA

Lettori CD-ROM IDE

I lettori CD-ROM IDE sono gestiti dallo stesso controller IDE del disco principale. Assicurarsi che il controller IDE sia correttamente supportato come descritto nella sezione Dischi IDE. Se lo è, allora occorre selezionare solo un'altra voce nella procedura di configurazione:

Device Drivers 
    [*] ATA/ATAPI/MFM/RLL support 
    [*]   Enhanced IDE/MFM/RLL disk/cdrom/tape/floppy support 
    [M]     Include IDE/ATAPI CDROM support 

Lettori CD-ROM SCSI e SATA

I lettori CD-ROM SCSI e SATA sono gestiti dallo stesso controller del disco principale. Assicurarsi che il controller SCSI o SATA sia correttamente supportato. Per i dischi SATA, vedere la precedente sezione Serial ATA (SATA). Per supportare lettori CD-ROM SCSI o SATA, il driver CD-ROM SCSI deve essere abilitato:

Device Drivers 
    SCSI Device Support 
        [*] SCSI CDROM support 

Una volta che è stato abilitato, il lettore CD-ROM SCSI o SATA dovrebbe funzionare correttamente.

Dispositivi

Linux supporta un grande numero di differenti tipi di dispositivi (più di qualunque altro sistema operativo). Questa sezione descrive come abilitare i dispositivi più comuni.

USB

Linux supporta molti tipi di dispositivi USB. Per abilitare il supporto USB, bisogna innanzitutto abilitare il supporto per il controller USB, che gestisce il collegamento USB sulla macchina. Per determinare se la propria macchina possiede un controller USB, e di quale tipo è, lanciare il seguente comando:

$/usr/sbin/lspci | grep USB 
00:1d.0 USB Controller: Intel Corporation 82801EB/ER (ICH5/ICH5R) USB UHCI 
Controller #1 (rev 02) 
00:1d.1 USB Controller: Intel Corporation 82801EB/ER (ICH5/ICH5R) USB UHCI 
Controller #2 (rev 02) 
00:1d.2 USB Controller: Intel Corporation 82801EB/ER (ICH5/ICH5R) USB UHCI 
Controller #3 (rev 02) 
00:1d.3 USB Controller: Intel Corporation 82801EB/ER (ICH5/ICH5R) USB UHCI 
Controller #4 (rev 02) 
00:1d.7 USB Controller: Intel Corporation 82801EB/ER (ICH5/ICH5R) USB2 EHCI 
Controller (rev 02) 

Notare che probabilmente l'output del comando non sarà identico a quello mostrato sopra. Ciò che importa è che il comando mostri un qualche controller USB.

1. Abilitare il supporto PCI per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 

2. Abilitare il supporto USB per il kernel:

Device Drivers 
    USB Support 
        [M] Support for Host-side USB 

3. Abilitare lo specifico controller host USB per la propria macchina (per maggior sicurezza abilitarli tutti se non si conosce con certezza quale si possiede):

Device Drivers 
    USB Support 
    ---   USB Host Controller Drivers 
    [M]   EHCI HCD (USB 2.0) support 
    [M]   OHCI HCD support 
    [M]   UHCI HCD (most Intel and VIA) support 

4. Bisogna abilitare i driver anche per gli specifici dispositivi individuali USB. Gran parte di essi si trovano nella sezione driver USB principale:

Device Drivers 
    USB Support 

Ma alcuni dispositivi, come Video USB, DVB e Audio, sono elencati nella sezione che gestisce tutti questi tipi di dispositivi. Per esempio, il driver audio USB può essere trovato nel menu audio:

Device drivers 
    Sound 
        [*] Sound card support 
            [*] Advanced Linux Sound Architecture 
                USB Devices 
                    [M] USB Audio/MIDI driver 

Per inserire dispositivi di archiviazione USB (USB flash), vedere la sezione chiamata "Archiviazione USB", all'inizio di questo capitolo.

IEEE 1394 (FireWire)

IEEE 1394 è comunemente conosciuta col nome FireWire, il nome con il quale fu pubblicizzata dalla Apple Computer. IEEE 1394 è un bus ad alta velocità che connette dispositivi esterni, come i dispositivi USB.

Per determinare se sulla propria macchina sia presente un controller FireWire e di quale tipo sia, lanciare il seguente comando:

$/usr/sbin/lspci | grep FireWire 
06:0c.0 FireWire (IEEE 1394): Texas Instruments TSB43AB22/A IEEE-1394a-2000 
Controller (PHY/Link) 
06:0d.2 FireWire (IEEE 1394): Creative Labs SB Audigy FireWire Port (rev 04)

Notare che probabilmente l'output non sarà identico; ciò che importa è che il comando mostri un qualche controller FireWire.

1. Abilitare il supporto PCI per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 

2. Abilitare il supporto IEEE 1394 per il kernel:

Device Drivers 
    IEEE 1394 (FireWire) support 
        [*] IEEE 1394 (FireWire) support 

3. Abilitare il particolare tipo di host controller FireWire che si possiede:

Device Drivers 
    IEEE 1394 (FireWire) support 
        [*] IEEE 1394 (FireWire) support 
        ---   Device Drivers 
        [M]   Texas Instruments PCILynx support 
        [M]   OHCI-1394 support 

4. Per finire, abilitare i particolari tipi di dispositivi FireWire che si possiedono:

Device Drivers 
    IEEE 1394 (FireWire) support 
        [*] IEEE 1394 (FireWire) support 
        ---   Protocol Drivers 
        [M]   OHCI-1394 Video support 
        [M]   SBP-2 support (Harddisks etc.) 
        [ ]     Enable Phys DMA support for SBP2 (Debug) 
        [M]   Ethernet over 1394 
        [M]   OHCI-DV I/O support 
        [M]   Raw IEEE1394 I/O support 

PCI Hotplug

I sistemi PCI hotplug stanno diventando sempre più popolari grazie all'uso di Express Card e laptop docking stations.

Per determinare se la propria macchina possieda un controller Express Card, controllare l'hardware per verificare se si può inserire una Express Card.

1. Abilitare il supporto PCI per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 

2. Abilitare il supporto PCI hotplug per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 
    PCI Hotplug Support 
        [M] Support for PCI Hotplug (EXPERIMENTAL) 

3. C'è un vasta scelta di differenti tipi di controller PCI hotplug. Per il supporto di gran parte dei portatili e Express Card, abilitare il controller ACPI:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 
    PCI Hotplug Support 
        [M] Support for PCI Hotplug (EXPERIMENTAL) 
        [M]   ACPI PCI Hotplug driver 

4. Abilitare ance il controller PCI Express:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 
    [*] PCI Express Support 
    [M]   PCI Express Hotplug driver 

PCMCIA/CardBus

Il supporto per dispositivi PCMCIA e CardBus è fabbricato su quasi ogni portatile. In ogni caso, i portatili più recenti si stanno orientando verso il formato ExpressCard (vedere la ricetta PCI Hotplug nella sezione precedente, PCI Hotplug).

Per determinare se sulla propria macchina si possieda un controller PCMCIA, controllare l'hardware per verificare se una card PCMCIA può essere inserita.

1. Abilitare il supporto PCI per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    [*] PCI Support 

2. Abilitare il supporto PCCARD per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    PCCARD (PCMCIA/CardBus) support 
        [M] PCCard (PCMCIA/CardBus) support 

3. Abilitare il supporto PCMCIA e il supporto CardBus per coprire il maggior numero di dispositivi:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    PCCARD (PCMCIA/CardBus) support 
        [M] PCCard (PCMCIA/CardBus) support 
        [M]   16-bit PCMCIA support 
        [*]   32-bit CardBus support 

Abilitare il tipo di card bridge per il proprio portatile. Il più comune è il controller "yenta-like":

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) 
    PCCARD (PCMCIA/CardBus) support 
        [M] PCCard (PCMCIA/CardBus) support 
        [M]   CardBus yenta-compatible bridge support 
        [ ]   Cirrus PD6729 compatible bridge support 
        [ ]   i82092 compatible bridge support 
        [ ]   i82365 compatible bridge support 
        [ ]   Databook TCIC host bridge support 

Audio (ALSA)

Advanced Linux Sound Architecture (ALSA) è l'attuale sound system per il kernel Linux. Un sound system meno recente (OSS) è stato abbandonato, e quasi tutti i vecchi driver sono stati rimossi dall'albero dei sorgenti del kernel.

Per determinare quale tipo di sound controller sia presente sulla propria macchina, lanciare il seguente comando:

$/usr/sbin/lspci | grep -i audio 
00:1f.5 Multimedia audio controller: Intel Corporation 82801EB/ER (ICH5/ 
ICH5R) AC'97 Audio Controller (rev 02) 
06:0d.0 Multimedia audio controller: Creative Labs SB Audigy (rev 04) 

Notare che l'output probabilmente non sarà identico; ciò che importa è che il comando mostri un qualche controllers audio.

1. Abilitare il supporto base audio:

Device Drivers 
    Sound 
        [M] Sound Card Support 

2. Abilitare ALSA:

Device Drivers 
    Sound 
        [M] Sound Card Support 
            [M] Advanced Linux Sound Architecture 

3. C'è un certo numero di differenti opzioni base ALSA, come per esempio il supporto per il superato protocollo audio OSS. In presenza di applicazioni meno recenti, si dovrebbero abilitare le relative opzioni:

Device Drivers 
    Sound 
        [M] Sound Card Support 
            [M] Advanced Linux Sound Architecture 
            [M]   OSS Mixer API 
            [M]   OSS PCM (digital audio) API 
            [ ]     OSS PCM (digital audio) API - Include plugin system 

4. Abilitare il particolare tipo di dispositivo audio che si possiede. Le voci relative a PCI card audio sono nel sottomenu PCI:

Device Drivers 
    Sound 
        [M] Sound Card Support 
            [M] Advanced Linux Sound Architecture 
                PCI Devices 

CPU

Se si desidera avere un kernel che lavori il più velocemente possibile per il proprio hardware e processore, sono poche le opzioni sulle quali bisogna agire per migliorare le performance. Questa sezione mostrerà alcune delle opzioni che si possono configurare in base ai processori.

Tipi di processori

Nel kernel linux possiamo modificare un gran numero di opzioni per i diversi processori. La prima informazione da ricavare è l'esatto tipo di processore che si sta usando. Per scoprire ciò, lanciare il seguente comando:

$cat /proc/cpuinfo  | grep "model name" 
model name      : Intel(R) Xeon(TM) CPU 3.20GHz 

Notare che l'output probabilmente non sarà identico; ciò che importa è che il comando mostri il nome del modello del processore presente nel sistema.

1. Selezionare il tipo di sottoarchitettura del processore:

Processor type and features 
    Subarchitecture Type 
        (X) PC-compatible 
        ( ) AMD Elan 
        ( ) Voyager (NCR) 
        ( ) NUMAQ (IBM/Sequent) 
        ( ) Summit/EXA (IBM x440) 
        ( ) Support for other sub-arch SMP systems with more than 8 CPUs 
        ( ) SGI 320/540 (Visual Workstation) 
        ( ) Generic architecture (Summit, bigsmp, ES7000, default) 
        ( ) Support for Unisys ES7000 IA32 series 

A meno che la propria macchina non appartenga ad uno dei tipi specifici elencati sopra, selezionare la voce PC-compatibile. Comunque, se si desidera creare un singolo kernel che possa girare su tutti i tipi di macchine mostrate, selezionare la voce Generic architecture option. Alcune delle opzioni potrebbero non essere presenti se non si è selezionato l'opzione Symmetric multiprocessing support.

2. Selezionare il tipo di famiglia di processore. L'opzione PC-compatible deve essere selezionata dalle precedenti opzioni affinchè venga mostrato questo sottomenu:

Processor type and features 
    Processor family 
        ( ) 386 
        ( ) 486 
        ( ) 586/K5/5x86/6x86/6x86MX 
        ( ) Pentium-Classic 
        ( ) Pentium-MMX 
        ( ) Pentium-Pro 
        ( ) Pentium-II/Celeron(pre-Coppermine) 
        ( ) Pentium-III/Celeron(Coppermine)/Pentium-III Xeon 
        ( ) Pentium M 
        (X) Pentium-4/Celeron(P4-based)/Pentium-4 M/Xeon 
        ( ) K6/K6-II/K6-III 
        ( ) Athlon/Duron/K7 
        ( ) Opteron/Athlon64/Hammer/K8 
        ( ) Crusoe 
        ( ) Efficeon 
        ( ) Winchip-C6 
        ( ) Winchip-2 
        ( ) Winchip-2A/Winchip-3 
        ( ) GeodeGX1 
        ( ) Geode GX/LX 
        ( ) CyrixIII/VIA-C3 
        ( ) VIA C3-2 (Nehemiah) 
        ( ) Generic x86 support 

Per maggiori dettagli su questa fase della configurazione, si veda la voce M386 al Capitolo 11 per una completa descrizione di come scegliere la corretta voce di processore in base a quello che si possiede, e per il numero di macchine sul quale si voglia far girare il kernel.

SMP

Se il proprio sistema ha più di una CPU, o una CPU Dual Core o Hyperthreaded, si dovrebbe selezionare l'opzione multiprocessore per il kernel linux in modo da portare vantaggi ai processori addizionali. Se non lo si farà, si sprecheranno risorse per gli altri processori senza tuttavia usarli del tutto.

Abilitare il multiprocessing:

Processor type and features 
    [*] Symmetric multi-processing support 

Preemption

Sistemi che fungono da server devono soddisfare a diversi requisiti fra i quali quelli di essere usati come desktop per applicazioni audio e video. Il kernel permette diversi modi di "preemption" in modo da affrontare diversi carichi di lavoro. "Preemption" è la capacità del kernel di interrompere se stesso mentre sta facendo qualcos'altro, in modo da lavorare per qualcosa che abbia una priorità più alta, ad esempio come aggiornare un programma audio o video.

Per cambiare a un diverso modello di preemption, usare questo menu:

Processor type and features 
    Preemption Model 
        (X) No Forced Preemption (Server) 
    ( ) Voluntary Kernel Preemption (Desktop) 
    ( ) Preemptible Kernel (Low-Latency Desktop) 


Se si desidera rendere il proprio kernel ancora più reattivo verso priorità più elevate di quanto non lo possa essere normalmente con preemption, si possono anche autorizzare interruzioni a una delle protezioni principali interne al kernel:

Processor type and features 
    [*] Preempt The Big Kernel Lock 

Questa opzione può essere selezionata solo se in precedenza si sono selezionate le voci "Preemptible Kernel" o "Symmetric multi-processin support".

Suspend

Il kernel Linux ha la capacità di autospendersi a disco, permettendo di togliere l'alimentazione e poi, successivamente, di rialimentare e tornare esattamente nel punto in cui la macchina era stata sospesa. Questa funzionalità è molto utile sui laptop nei quali gira Linux

Abilitare questa funzione selezionando:

Power management options (ACPI, APM) 
    [*] Software Suspend 

Il kernel ha bisogno di sapere dove salvare l'immagine del kernel sospesa e poi successivamente da dove riesumarla. Questa locazione è di solito una partizione di swap del kernel sul disco. Per specificare quale partizione dovrebbe essere configurato questo:

Power management options (ACPI, APM) 
    (/dev/hda3) Default resume partition 

Assicurarsi di specificare la partizione giusta per la sospensione della macchina e non usare una partizione in uso dal sistema per dei dati. Il nome della partizione corretta può essere ricavato lanciando il seguente comando:

$/sbin/swapon -s | grep dev | cut -f 1 -d ' ' 
/dev/hda3 

Usare l'output del comando precedente in questa opzione di configurazione del kernel e nella riga di boot del kernel dove viene specificato da dove il kernel dovrebbe essere riesumato. Dopo che la macchina è stata sospesa, per farla ripartire correttamente, passare l'argomento resume=/dev/swappartition alla riga di comando del kernel affinchè usi l'immagine corretta. Se non si vuole arichiviare l'immagine sospesa, usare l'argomento "noresum" da riga di comando del kernel.

CPU Frequency Scaling

La maggior parte dei moderni processori possono rallentare il clock interno del processore in modo da preservare alimentazione e durata della batteria. Linux supporta questa capacità e offre una varietà di regolatori di alimentazione. Differenti regolatori implementano differenti heuristics in modo da determinare come variare la velocità del processore in funzione della velocità del sistema e delle altre variabili.

1. Abilitare la funzionalità della frequenza di scaling di base:

Power management options (ACPI, APM) 
    [*] CPU Frequency scaling 

2. Selezionare i differenti regolatori di frequenza che si desidera utilizzare:

Power management options (ACPI, APM) 
    [*] CPU Frequency scaling 
    [*]   'performance' governor 
    [*]   'powersave' governor 
    [*]   'userspace' governor for userspace frequency scaling 
    [*]   'ondemand' cpufreq policy governor 
    [*]   'conservative' cpufreq governor

Per maggiori informazioni su ciò che fanno i diversi regolatori, vedere la voce CPU_FREQ al Capitolo 11.

3. Selezionare il regolator di default che si desidera lanciare al boot della macchina:

Power management options (ACPI, APM) 
    [*] CPU Frequency scaling 
          Default CPUFreq governor (performance) 

4. Selezionare il particolare tipo di processore della macchina. Per dettagli su come determinare il tipo di processore della macchina, vedere la sezione precedente chiamata "Tipi di processori"

Power management options (ACPI, APM) 
    [*] CPU Frequency scaling 
    ---   CPUFreq processor drivers 
    [ ]   ACPI Processor P-States driver 
    [ ]   AMD Mobile K6-2/K6-3 PowerNow! 
    [ ]   AMD Mobile Athlon/Duron PowerNow! 
    [ ]   AMD Opteron/Athlon64 PowerNow! 
    [ ]   Cyrix MediaGX/NatSemi Geode Suspend Modulation 
    [*]   Intel Enhanced SpeedStep 
    [*]     Use ACPI tables to decode valid frequency/voltage pairs 
    [*]     Built-in tables for Banias CPUs 
    [ ]   Intel Speedstep on ICH-M chipsets (ioport interface) 
    [ ]   Intel SpeedStep on 440BX/ZX/MX chipsets (SMI interface) 
    [ ]   Intel Pentium 4 clock modulation 
    [ ]   nVidia nForce2 FSB changing 
    [ ]   Transmeta LongRun

Differenti Modelli di Memoria

Linux su hardware Intel 32 bit può accedere a 64 Gb di memoria, ma l'indirizzo fisico di un processore a 32 bit è di soli 4 Gb. Per lavorare con questa limitazione, Linux può mappare la memoria addizionale in un'altra area e poi selezionarla quando altri programmi ne hanno bisogno. Ma se la propria macchina ha una quantità di memoria più piccola, è più facile per Linux non avere problemi nell'occupare aree più grandi, così risulta benefico dire al kernel quanta memoria si vuole per supportarlo. Per una descrizione più dettagliata di questa opzione, si veda la voce HIGHMEM al Capitolo 11.

Linux suppporta tre differenti modelli di memoria per processori Intel 32 bit, in funzione della memoria disponibile:

- Inferiore a 1 Gb di memoria fisica
- Tra 1 Gb e 4 Gb di memoria fisica
- Oltre 4 Gb di memoria fisica

Per selezionare la quantità di memoria:

Processor type and features 
    High Memory Support 
        (X) off 
        ( ) 4GB 
        ( ) 64GB 

ACPI

Sulla maggior parte dei sistemi moderni basati Intel, ACPI è richiesto dalla macchina per poter funzionare correttamente. ACPI è uno standard che permette al BIOS del computer di lavorare con il sistema operativo, dando accesso all'hardware in modo indiretto, così avendo la possibilità di gestire un ampio raggio di interfaccie con un codice relativamente ristretto e specifico per ogni sistema operativo. ACPI fornisce inoltre una facilità nell'aiutare il suspend e resume della macchina e il controllo della velocità del processore e le ventole. Se si ha un laptop è consigliabile abilitare questa opzione.
Per abilitare ACPI:

Power management options (ACPI, APM)
    ACPI (Advanced Configuration and Power Interface) Support
        [*] ACPI Support

Ci sono una gran varietà di differenti ACPI "drivers" che controllano differenti tipi di interfaccie ACPI. Si dovrebbe abilitare quello specifico che si ha sulla propria macchina:

Power management options (ACPI, APM)
    ACPI (Advanced Configuration and Power Interface) Support
        [*] ACPI Support
        [*]   AC Adapter
        [*]   Battery
        [*]   Button
        [*]   Video
        [*]   Generic Hotkey (EXPERIMENTAL)
        [*]   Fan
        [*]   Processor
        [*]     Thermal Zone
        [ ]   ASUS/Medion Laptop Extras
        [ ]   IBM ThinkPad Laptop Extras
        [ ]   Toshiba Laptop Extras

Collegamento in rete

Il collegamento in rete è richiesto per quasi tutte le macchine moderne e Linux supporta pressochè qualsiasi opzione di rete disponibile. Qui vi mostrerò solo una parte di una moltitudine di possibilità.

Per tutte le opzioni di rete, comprendenti diversi drivers, l'opzione della configurazione di rete principale deve essere abilitata:

Networking
    [*] Networking support

L'opzione TCP/IP dovrebbe anch'essa essere selezionata, in modo da permettere alla macchina di comunicare con altre macchine in internet:

Networking
    [*] Networking support
          Networking options
              [*] TCP/IP networking

Netfilter

La parte Netfilter del Linux Kernel è una struttura per il filtraggio e la manipolazione di tutti i pacchetti della rete che passano attraverso la macchina. È comunemente utilizzato nel caso si volesse abilitare un firewall sulla macchina per proteggersi da diversi sistemi in internet, oppure per utilizzare la macchina come proxy per altre macchine in rete. Per ulteriori dettagli in merito a Netfilter, per favore si legga NETFILTER.

Per abilitare l'opzione principale Netfilter:

Networking
    [*] Networking support
          Networking options
              [*] Network packet filtering (replaces ipchains)

È raccomandato abilitare Netfilter netlink interface e Xtables support quando si utilizza netlink:

Networking
    [*] Networking support
          Networking options
              [*] Network packet filtering (replaces ipchains)
                    Core Netfilter Configuration
                        [*] Netfilter netlink interface
                        [*] Netfilter Xtables support (required for ip_tables)

I differenti protocolli che si vogliono filtrare dovrebbero anch'essi essere selezionati:

Networking
    [*] Networking support
          Networking options
              [*] Network packet filtering (replaces ipchains)
                    IP: Netfilter Configuration
                        [M] Connection tracking (required for masq/NAT)
                        [ ]   Connection tracking flow accounting
                        [ ]   Connection mark tracking support
                        [ ]   Connection tracking events (EXPERIMENTAL)
                        [ ]   SCTP protocol connection tracking support (EXPERIMENTAL)
                        [M]   FTP protocol support
                        [ ]   IRC protocol support
                        [ ]   NetBIOS name service protocol support (EXPERIMENTAL)
                        [M]   TFTP protocol support
                        [ ]   Amanda backup protocol support
                        [ ]   PPTP protocol support
                        [ ]   H.323 protocol support (EXPERIMENTAL)

Drivers di rete

Linux supporta un vasto assortimento di dispositivi di rete. Il più utilizzato è un dispositivo di rete PCI, nel quale è possibile collegare un cavo ethernet. Per determinare se si ha un dispositivo di rete PCI e di che tipo si tratta, digitare il seguente comando:

$ /usr/sbin/lspci | grep Ethernet

03:0c.0 Ethernet controller: D-Link System Inc RTL8139 Ethernet (rev 10)
03:0e.0 Ethernet controller: Intel Corporation 82545GM Gigabit Ethernet Controller (rev 04)

Nota che la vostra risposta non sarà probabilmente identica; importante è che il comando mostra almeno un dispositivo PCI ethernet.

1. Abilitare il supporto PCI per il kernel:

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA)
    [*] PCI Support

2. Abilitare il supporto base per i dispositivi di rete:

Device Drivers
    Network device support
        [*] Network device support

3. Poi arriva il divertente compito di trovare il driver del dispositivo specifico per il vostro hardware. Il posto più comune per trovare dispotivi ethernet per hardware moderno è nella sezione gigabit della selezione dei drivers:

Device Drivers
    Network device support
        [*] Network device support
            Ethernet (1000 Mbit)

Alcuni dispositivi ethernet più datati si possono trovare nella sezione 10- e 100-Mbit:

Device Drivers
    Network device support
        [*] Network device support
            Ethernet (10 or 100Mbit)

Guardate in queste sezioni per trovare i drivers adatti per i vostri dispositivi specifici.

IrDA

IrDA è un protocollo a infrarossi usato da certi laptops e PDAs per trasmettere su distanze molto brevi. È prevalentemente su hardware datato; su hardware più moderno per trasmettere si utilizza il Bluetooth. Si guardi la prossima sezione, "Bluetooth", per configurare il Bluetooth.

1. IrDA è un protocollo di rete, dunque lo si trova nel menu principale dei collegamenti di rete:

Networking
    [*] Networking support
    [*]   IrDA (infrared) subsystem support

2. Un numero di differenti protocolli IrDA può essere selezionato, a dipendenza del tipo di dispositivo con il quale si vuole comunicare e a seconda del programma utilizzato per la comunicazione:

Networking
    [*] Networking support
        --- IrDA (infrared) subsystem support
        ---   IrDA protocols
        [*]   IrLAN protocol (NEW)
        [*]   IrCOMM protocol (NEW)
        [*]   Ultra (connectionless) protocol (NEW)

3. Esiste una vasta gamma di differenti tipi di dispositivi IrDA: alcuni seriali, alcuni PCI e altri basati su USB. Per selezionare il proprio dispositivo specifico IrDA, sceglietelo dal sottomenu di IrDA:

Networking
    [*] Networking support
        --- IrDA (infrared) subsystem support
              Infrared-port device drivers
              --- SIR device drivers
              [ ] IrTTY (uses Linux serial driver)
              --- Dongle support
              --- Old SIR device drivers
              --- Old Serial dongle support
              --- FIR device drivers
              [ ] IrDA USB dongles
              [ ] SigmaTel STIr4200 bridge (EXPERIMENTAL)
              [ ] NSC PC87108/PC87338
              [ ] Winbond W83977AF (IR)
              [ ] Toshiba Type-O IR Port
              [ ] SMSC IrCC (EXPERIMENTAL)
              [ ] ALi M5123 FIR (EXPERIMENTAL)
              [ ] VLSI 82C147 SIR/MIR/FIR (EXPERIMENTAL)
              [ ] VIA VT8231/VT1211 SIR/MIR/FIR

Bluetooth

Bluetooth è una tecnologia wireless che è stata creata per rimpiazzare IrDA per comunicare fra dispositivi su distanze molto brevi. È una tecnologia wireless a corto raggio che è stata progettata per rimpiazzare i cavi, con un'operabilità su un raggio di 10 metri e comunemente utilizzata nei cellulari.

1. Bluetooth è un protocollo di rete, dunque lo si trova nel menu principale dei collegamenti di rete:

Networking
    [*] Networking support
    [*]   Bluetooth subsystem support

2. Ci sono due protocolli principali per la selezione del Bluetooth. Entrambi devono essere abilitati per la piena funzionalità di tutti i tipi di dispositivi Bluetooth:

Networking
    [*] Networking support
        --- Bluetooth subsystem support
        [*]   L2CAP protocol support
        [*]   SCO links support

3. Ci sono relativamente molti drivers disponibili per i singoli dispositivi Bluetooth; questo perchè la maggior parte dei dispositivi segue le specifiche del Bluetooth su come il dispositivo deve funzionare. I drivers marcati nella seguente lista devono essere selezionati per permettere al Bluetooth di funzionare con un dispositivo:

Networking
    [*] Networking support
        --- Bluetooth subsystem support
            Bluetooth device drivers
                [M] HCI USB driver
                [*]   SCO (voice) support
                [ ] HCI UART driver
                [M] HCI BCM203x USB driver
                [M] HCI BPA10x USB driver
                [ ] HCI BlueFRITZ! USB driver
                [ ] HCI DTL1 (PC Card) driver
                [ ] HCI BT3C (PC Card) driver
                [ ] HCI BlueCard (PC Card) driver
                [ ] HCI UART (PC Card) device driver
                [ ] HCI VHCI (Virtual HCI device) driver

Wireless

Il collegamento di rete wireless è molto conosciuto; quasi tutti i laptops moderni hanno un dispositivo di rete wireless integrato. Linux supporta una vasta gamma di drivers wireless e altri ancora vengono aggiunti ogni settimana. Per determinare se avete un dispositivo wireless PCI e di che tipo si tratta, digitate il seguente comando:

$ /usr/sbin/lspci | grep -i wireless

06:05.0 Network controller: Intel Corporation PRO/Wireless 2915ABG MiniPCI Adapter (rev 05)

Nota che la vostra risposta non sarà probabilmente identica; importante è che il comando mostra almeno un dispositivo PCI wireless.

1. Per abilitare il supporto wireless in Linux, l'opzione di configurazione di rete IEEE 802.11 deve essere abilitata. (802.11 è il numero della specifica wireless che tutti i dispositivi seguono).

Networking
    [*] Networking support
    [*]   Generic IEEE 802.11 Networking Stack

2. Inoltre abilitate anche le differenti opzioni del protocollo 802.11 e l'opzione Software MAC per godere del supporto completo di tutti i differenti tipi di dispositivi wireless su Linux:

Networking
    [*] Networking support
    [*]   Generic IEEE 802.11 Networking Stack
    [*]     IEEE 802.11 WEP encryption (802.1x)
    [M]     IEEE 802.11i CCMP support
    [M]     IEEE 802.11i TKIP encryption
    [M]     Software MAC add-on to the IEEE 802.11 networking stack

3. Supporto per i differenti tipi di dispositivi di rete wireless PCI lo troverete nella sezione drivers dei collegamenti di rete della configurazione:

Device Drivers
    Network device support
        Wireless LAN (non-hamradio)
            [*] Wireless LAN drivers (non-hamradio) & Wireless Extensions
            [*]   Wireless Extension API over RtNetlink

C'è una vasta gamma di differenti drivers PCI in questa sezione. Selezionate quella adatta al dispositivo che avete.

I drivers dei dispositivi di collegamento alla rete wireless USB sono in una sezione differente della configurazione:

Device Drivers
    USB Support
        USB Network Adapters

Filesystems

Linux supporta una vasta gamma di tipi di filesystem tradizionali e un certo numero di differenti tipi di filesystem (volume managers, clustered filesystems, ecc.). I tipi di filesystem tradizionali (normali o journaled) possono essere selezionati dal menu principale di configurazione dei File systems:

File systems
    [*] Second extended fs support
    [*] Ext3 journalling file system support
    [ ] Reiserfs support
    [ ] JFS filesystem support
    [ ] XFS filesystem support

Questa sezione vuole mostrare alcuni tipi di filesystem non tradizionali che Linux supporta e come abilitarli.

RAID

RAID da la possibilità di combinare vari dischi assieme, in modo da comportarsi però come fossero un unico disco. Ciò può aiutare a dare modi di fornire ridondanza o velocità di diffusione dei dati fra i differenti dischi. Linux supporta entrambi hardware e software RAID. L'hardware RAID è gestito dal disk controller, senza nessun aiuto necessario del kernel.

1. Il Software RAID è controllato dal kernel e può essere selezionato come opzione:

Device Drivers
    Multi-device support (RAID and LVM)
        [*] Multiple devices driver support (RAID and LVM)
        [*]   RAID support

2. Ci sono vari differenti tipi di configurazione del RAID. Almeno uno deve essere selezionato per permettere al RAID di funzionare correttamente:

Device Drivers
    Multi-device support (RAID and LVM)
        [*] Multiple devices driver support (RAID and LVM)
        [*]   RAID support
        [*]     Linear (append) mode
        [*]     RAID-0 (striping) mode
        [*]     RAID-1 (mirroring) mode
        [*]     RAID-10 (mirrored striping) mode (EXPERIMENTAL)
        [*]     RAID-4/RAID-5 mode
        [*]     RAID-6 mode

Logical Volume Manager e Device Mapper

Molto simile al RAID, Logical Volume Manager (LVM) permette all'utente di combinare differenti blocchi di dispositivi per comportarsi come fossero un blocco unico. In ogni caso, non funziona a livello di dispositivo come il RAID, ma attraverso un blocco con un meccanismo di mappatura dei settori. Questo permette a differenti porzioni di differenti dischi di essere combinate assieme per formare un unico blocco di dispositivo. Per fare ciò, il kernel utilizza qualcosa chiamato Device Mapper (DM).

1. Abilitare il supporto DM nel kernel:

Device Drivers
    Multi-device support (RAID and LVM)
        [*] Multiple devices driver support (RAID and LVM)
        [*]   Device mapper support

2. Ci sono vari moduli d'aiuto che lavorano con il DM per fornire ulteriore funzionalità:

Device Drivers
    Multi-device support (RAID and LVM)
        [*] Multiple devices driver support (RAID and LVM)
        [*]   Device mapper support
        [*]     Crypt target support
        [*]     Snapshot target (EXPERIMENTAL)
        [*]     Mirror target (EXPERIMENTAL)
        [*]     Zero target (EXPERIMENTAL)
        [*]     Multipath target (EXPERIMENTAL)

Condivisione file con Windows

Samba è un programma che permette agli utenti Linux di accedere a macchine Windows nativamente attraverso la rete, fornendo un modo per condividere unità e dispositivi in maniera trasparente. Concede inoltre a Linux di fungere da server Windows, permettendo ai clients Windows di connettersi ad esso, facendogli credere di essere una vera macchina Windows.

Due differenti filesystems permettono a una macchina Linux di connettersi con una macchina Windows: il filesystem SMB e il filesystem CIFS. Per permettere la connessione per Workgroups a Windows o macchine con Windows 95 o 98, selezionare il filesystem SMB:

File systems
    Network File Systems
        [*] SMB file system support (to mount Windows shares etc.)

Per permettere la connessione a nuove macchine Windows è raccomandato invece il filesystem CIFS:

File systems
    Network File Systems
        [*] CIFS support

Per ulteriori dettagli a riguardo le differenze fra questi due filesystem e quando si dovrebbe utilizzarne uno piuttosto dell'altro, guardare per favore le voci SMB_FS e CIFS nel capitolo 11.

OCFS2

OCFS2 è un cluster filesystem della Oracle che funziona allo stesso tempo per una grande installazione di rete, così come un piccolo sistema locale. Questo filesystem è raccomandato per l'utilizzo di grandi database, come Oracle o DB2, perché può essere spostato nel corso del tempo a diversi dischi di sostegno attraverso la rete molto più facilmente rispetto all'ulteriore stoccaggio necessario.

Per abilitare questo filesystem:

File systems
    [*] OCFS2 file system support

Sicurezza

Il kernel Linux supporta differenti modelli di sicurezza fornendo agganci e lasciando la possibilità di creare il proprio modello. Al momento, solo pochi modelli appartengono al codice di default del kernel, ma sviluppatori di nuovi modelli stanno lavorando per ottenerne di più accettati.

Capacità di default di Linux

Il tipo di modello di sicurezza standard di Linux è il modello "capacità". Dovreste sempre selezionare quest'opzione, a meno che si volesse utilizzare un kernel insicuro per qualsiasi ragione.

Per abilitarlo:

Security options
    [*] Enable different security models
    [*]   Default Linux Capabilities

SELinux

Un modello di sicurezza molto conosciuto è chiamato SELinux. Questo modello è supportato da un discreto numero di differenti distribuzioni di Linux.

SELinux richiede che l'opzione di collegamento in rete sia abilitata. Si guardi la sezione precedente "Collegamento in rete" per abilitarla.

SELinux richiede inoltre che la revisione sia abilitata nella configurazione del kernel. Per fare ciò:

General setup
    [*] Auditing support

Ancora, l'opzione di sicurezza del collegamento in rete deve essere abilitata:

Security options
    [*] Enable different security models
    [*]   Socket and Networking Security Hooks

Adesso è possibile selezionare l'opzione SELinux:

Security options
    [*] Enable different security models
    [*] NSA SELinux Support

Ci sono inoltre un certo numero di opzioni individuali di SELinux che si consiglia di abilitare. Si guardi per favore l'aiuto dei singoli elementi per una descrizione più esaustiva su ciò che fanno:

Security options
    [*] Enable different security models
    [*] NSA SELinux Support
    [ ]   NSA SELinux boot parameter
    [ ]   NSA SELinux runtime disable
    [*]   NSA SELinux Development Support
    [*]   NSA SELinux AVC Statistics
    (1)   NSA SELinux checkreqprot default value

Kernel Debugging

Una vasta gamma di differenti opzioni del kernel può aiutare in debugging per capire cosa sta succedendo all'interno del kernel. La susseguente lista mostra le opzioni più comuni che possono essere utili per scoprire nuove cose su come funziona il kernel o aiutare a trovare potenziali problemi all'interno dell'attuale codice sorgente del kernel.

Kernel Log Timestamps

Il kernel da una vasta gamma di messaggi nei suoi logfile. Questi messaggi possono essere letti guardando nel sistema logfile (normalmente situato in /var/log/messages) o digitando il comando dmesg.

Ogni tanto è opportuno vedere esattamente quando questi messaggi sono stati creati. dmesg non da però nessun "segnalibro di tempo" (timestamp) agli eventi che mostra e la risoluzione di /var/log/messages è solamente vicina al secondo. Si può configurare il kernel per assegnare ad ogni messaggio un "segnalibro di tempo" con l'accuratezza del valore di tempo più piccolo misurabile dal kernel (normalmente nel raggio di microsecondi).

Per abilitare l'opzione "segnalibro di tempo" nei messaggi del kernel:

Kernel hacking
    [*] Show timing information on printks

Magic SysRq Keys

I tasti SysRq sulla tastiera possono essere utilizzati per controllare il kernel in vari modi differenti mentre il kernel è in esecuzione o dopo un crash.

Per abilitare quest'opzione:

Kernel hacking
    [*] Magic SysRq key

Per una descrizione completa delle differenti azioni che possono essere attivate con quest'opzione, si guardi per favore il file Documentation/sysrq.txt all'interno del codice del kernel.

Debug Filesystem

Un filesystem basato sulla RAM può essere utilizzato per estrarre un mucchio di differenti informazioni di debugging. Questo filesystem è chiamato debugfs e può essere abilitato:

Kernel hacking
    [*] Debug filesystem

Dopo aver abilitato questa opzione e aver riavviato il kernel recompilato, viene creata una directory /sys/kernel/debug come locazione per l'utente per montare il filesystem debugfs. Per fare ciò manualmente:

$ mount -t debugfs none /sys/kernel/debug

Oppure montare il filesystem automaticamente all'avvio, aggiungendo la seguente linea al file /etc/fstab:

debugfs /sys/kernel/debug debugfs 0 0

Dopo aver montato debugfs, un grande numero di differenti directories e files saranno presenti nella directory /sys/kernel/debug/. Queste sono tutte virtuali e generate dinamicamente dal kernel, come i files in procfs o sysfs. I files possono essere utilizzati come aiuto per eliminare gli errori dai diveri sotto sistemi del kernel o semplicemente per vedere cosa succede al sistema quando è in esecuzione.

General Kernel Debugging

Qui troviamo una vasta gamma di altre buone opzioni di configurazione del kernel che sarebbe opportuno abilitare se si volesse aiutare gli sviluppatori del kernel a risolvere differenti problemi, o semplicemente per apprendere di più come lavora il kernel osservando i messagi che questa opzione rende disponibili. Si noti che se si abilita qualsiasi delle seguenti opzioni, il kernel rallenterà di un poco; se si dovesse osservare una diminuzione delle prestazioni sarebbe opportuno disabilitare le opzioni:

Kernel hacking
    [*] Kernel debugging
    [*]   Detect Soft Lockups
    [ ]   Collect scheduler statistics
    [*]   Debug slab memory allocations
    [*]     Memory leak debugging
    [*]   Mutex debugging, deadlock detection
    [*]   Spinlock debugging
    [*]   Sleep-inside-spinlock checking
    [ ]   kobject debugging
    [ ]   Highmem debugging
    [ ]   Compile the kernel with debug info

This is an indipendent translation of the book Linux Kernel in a Nutshell by Greg Kroah-Hartman. This translation (like the original work) is available under the terms of Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.5.


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