Lettere: Lettera a Faletti
Da Guide@Debianizzati.Org.
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Gentilissimo Signor Faletti,
chi Le scrive è una comunità di persone a cui sono molto cari, come siamo sicuri anche a Lei, temi quali la libertà ed il libero mercato.
La nostra comunità si caratterizza per essere costituita da utenti del sistema operativo Debian GNU/Linux (1) e per l' uso pressochè esclusivo di Internet come punto di incontro, scambio di idee e conoscenze e fonte di crescita.
Ci è spiaciuto molto leggere le sue parole nell' intervista rilasciata il giorno 10 maggio 2005 alla giornalista della Stampa Anna Masera e dal titolo "Faletti: La mia faccia gratis per combattere la pirateria" (2).
Siamo consapevoli del "filtro" rappresentato dal riportare parole altrui in una intervista come anche della difficoltà insita nel ruolo sia dell' intervistatore che dell' intervistato, ma non abbiamo potuto fare a meno di notare concetti palesemente errati e non corretti in quanto riportato nell' articolo suddetto.
Ora, dato che lo scopo della campagna pubblicitaria (propagandistica?) promossa dal Consiglio dei Ministri dovrebbe essere quello di fornire informazioni ai cittadini, considerato anche che la campagna stessa è stata realizzata con i suoi ed i nostri soldi, vorremmo che queste informazioni fossero quantomeno corrette ed imparziali. Qual'è la sottile linea che demarca appunto l' informazione dalla propaganda, se non il presentare o meno dati di fatto nel modo più imparziale e oggettivo possibile?
Consci della enorme disinformazione riguardante il diritto d'autore, il copyright e la brevettabilità delle idee, lacuna che certe campagne di certo non aiutano a colmare semmai contribuiscono a ingigantire, scriviamo a Lei questa nostra lettera nella speranza di contribuire a fare chiarezza su argomenti che rappresentano senz'altro uno dei punti nevralgici della società odierna e prossima ventura.
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"Ho accettato la proposta perchè penso che sul copyright in Italia non c’è cultura. La gente non capisce, chissà come pensano che mi mantenga." spiegare differenza tra copyright, diritto d'autore, brevetti, brevettabilità di idee e software |
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"Esiste un nuovo sistema di copyright che si chiama Creative Commons e che riserva solo “alcuni” diritti, non tutti, by-passando gli intermediari e mettendo in contatto direttamente gli autori con il loro pubblico. Lo conosce? Le licenze Creative Commons (la cui raccolta è consultabile presso la pagina [ http://www.creativecommons.it/Licenze ] sono delle licenze nate per i contenuti, e per la loro libera diffusione. Una delle caratteristiche di questa raccolta di licenze è la modularità: è possibile, infatti, scegliere la versione che più si avvicina alle proprie esigenze; si parte dal Public Domain (che rappresenta la donazione dell'opera al mondo, liberandola di fatto dal copyright) per arrivare a Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0 che rappresenterebbe la licenza CC più restrittiva. La nascita di queste licenze ha permesso il fiorire di una vasta raccolta di pubblicazioni (alcune delle quali citate sul sito delle licenze CC) libere, indipendenti dalla Casa Editrice e soprattutto pubblicate senza la neccessità di una Industria alle spalle. Le opere sono così liberamente consultabile, ma nulla vieta ad un Editore di pubblicare uno di quei libri (ovviamente è necessario rispettare la licenza scelta dall'autore e mettersi in contatto con lo stesso nel caso l'autore ne vieti l'uso a fini lucrosi). La libera circolazione delle informazioni non è un male, ma un bene che deve crescere: l'informazione è uno dei beni più preziosi del patrimonio umano (altrimenti non si potrebbe spiegare la continua curiosità e voglia di ricerca che caratterizza l'uomo) e non ha senso cercare di monopolizzarla o frenarla. |
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"«Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie. Certe cose vengono fatte perchè esiste un’industria che le produce e investe senza un ritorno economico. Senza un editore, Hemingway non sarebbe stato scoperto»." spiegare che appunto internet, le libertà digitali ecc... permettono a chiunque di diffondere le proprie opere sfuggendo alle logiche monopolistiche delle grandi multinazionali |
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"Non c’era ancora il digitale, allora. Oggi ci sono i siti Web per pubblicare gratis quello che si vuole. la colpa è proprio di quelle società che sfornano prodotti imponendoli al pubblico proprio grazie alla posizione monopolistica garantita loro dalle leggi su copyright e brevetti. |
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per finire ... chiusura della lettera, con riassunto delle motivazioni, saluti, firma, ecc... |
Links
(1) http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_Linux
(2) http://www.lastampa.it/_web/_INTERNET/meglio_del_web/internet/archivio/internet050510.asp

